La febbre dell’oro è appena cominciata

ph David Hofmann on Unsplash

Il prezzo dell’oro al 27 luglio (1.935,19 dollari americani all’oncia ma il metallo prezioso ha raggiunto il picco dei 1.944,774 dollari americani in 24 ore ) colloca il suo valore sui massimi di sempre. La febbre dell’oro è cominciata e annuncia imminenti cambiamenti.

Per risalire a un dato che ci somigli bisogna riportare le lancette dell’orologio indietro fino al 2011.  Il primo agosto di quell’anno l’oro salì, infatti, vertiginosamente a 1.912 dollari americani  dal prezzo più basso di 1.605 dollari. In quella occasione, però, tornò ad abbassarsi il mese successivo per attestarsi alla fine tra i 1.752 dollari americani e i 1.596 nel mese di ottobre.

Attualmente le valutazioni riportano agli effetti della pandemia: l’oro diventa l’opzione preferita da chi sèguita a trovare nel coronavirus una incognita sugli scenari futuri. In realtà, l’oro è destinato ad assumere un ruolo nuovo nei prossimi anni legato al cambiamento del quadro politico mondiale del quale le tensioni tra Cina e Stati Uniti sono le prime avvisaglie. 

Si aggiunga l’indebolimento del dollaro correlato tanto all’emergenza epidemiologica quanto all’incertezza che sarà fugata solo all’indomani delle elezioni presidenziali di novembre. Il recupero dell’euro che ha superato i 1,1750 dollari è, invece, decisamente condizionato dalla politica: la moneta unica ha cominciato ad andare forte in concomitanza con le anticipazioni sul Recovery Fund e si è ulteriormente rafforzata con la sua approvazione. (Sergio Scialabba)

 

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