La excusatio non petita del palazzo (di Sergio Scialabba)

Palazzo delle Aquile

 

di Sergio Scialabba

 

C’è da augurarsi che la recente costituzione di una commissione speciale a Sala delle Lapidi non costi un euro in più di quanto non costino già alla capitale della Sicilia inefficienze e sprechi (se non peggio) formalmente addebitabili all’amministrazione comunale e ai rappresentanti del popolo di Palermo.  

Si accostano le parole “garanzia” e “trasparenza” a una commissione formata da 12 componenti, impropriamente evocanti i discepoli di Gesù Cristo, i cavalieri della Tavola Rotonda e i segni dello Zodiaco. Piuttosto, sembra trattarsi di una excusatio non petita.

I comportamenti individuali sono soggetti a leggi interiori. L’attuale temperie lo dimostra in modo chiaro. In un secolo non è riuscita a formare cittadini e, poi, rappresentanti del popolo responsabili, la scuola pubblica (attualmente chiusa). Nel Novecento non riuscirono nell’immane compito i partiti e le loro scuole. Poco fece la Chiesa Cattolica, tollerante e perdonista. E il mondo della cultura con le sue ipocrisie? Lasciamo stare.

Infine, specifico di Palermo e della Sicilia è lo scarso senso di responsabilità delle élite, delle classi dirigenti. Ciò provoca orrore negli stranieri, inglesi, francesi, americani (gli orientali non parlano, serbano il proprio disprezzo nel profondo del cuore) perchè chi studia per amministrare o migliorare la società dovrebbe dare l’esempio.

Non sono riusciti a invertire la tendenza i magistrati. La gran parte  di loro sono persone di grande dirittura morale, di notevole cultura e capacità di lavoro. Ma alcuni (ai piani alti del potere) sono stati colpiti dal virus della corruzione. Intesa essa, in senso lato, come contaminazione che ammalora, imputridisce le coscienze, l’ambiente, la vita. Bene che vada, non si sono dimostrati all’altezza del compito. Il ruolo di giudice è delicatissimo.

Fa sorridere che, di fronte a una inchiesta giudiziaria che ha colpito il palazzo (ma che rivela un degrado preoccupante), non ci sia stato non dico un dibattito ma una frase logicamente composta. Nessuno che abbia sentito il bisogno di sollevare una qualche questione.

E, soprattutto, quando, sulla questione morale, nei decenni passati, non ci si è accontentati di insediare commissioni. Si sono, invece, consumate volgari aggressioni morali, condotte campagne di delegittimazione di inusitata violenza. Unite le forze della magistratura militante, dei partiti giustizialisti e delle élite radicali e parassitarie di sempre.

Carriere professionali sono state distrutte, si è creato un clima orrendo, in molti ne hanno approfittato. Costoro, oggi, tacciono perchè nulla restituisce – in termini di utile personale – richiamare etica e giustizia in quanto principi. 

 

 

 

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