La donna si tinge di rosso nel corto di Elena Pistillo

In scena la storia di donne umiliate, ferite e massacrate raccontata da tre donne: due attrici e una ballerina

La storia di donne umiliate, ferite e massacrate raccontata da tre donne: due attrici e una ballerina. Indurre alla possibile rinascita: questo lo scopo del corto “Violenza Vola Via” che andrà in scena mercoledì 10 febbraio alle 21.30 presso il bistrotFabbrica102 in via Monteleone 32, 34 e 36. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Una mescola tra la recitazione del qui ed ora e quella fissata in trasposizione filmica. Il corto (vincitore del primo premio alla terza edizione del Cefalù Film Festival e anche premiato come migliore voce narrante) coniuga un monologo teatrale di Gianfranco Perriera con le opere pittoriche di Simone Geraci. 
Sintesi di arti diverse a confronto che dialogano (teatro, danza, pittura e cinema).  La donna si tinge di rosso, nella sua allusione al sangue, alla passione, al fuoco, al ciclo che lega vita e morte. 
In scena le attrici Elena Pistillo, Noemi Piccionello e la danzatrice Mara Rubino. Regia di Elena Pistillo.
La donna da millenni è immagine e simbolo di una straordinaria gamma di contenuti: la vita, la rinascita, il sacrificio e tanto altro.
Eppure, ancora oggi, la donna continua ad essere, emarginata e soggiogata in un mondo dove il maschile ha organizzato il discorso del potere. 
Secondo le Nazioni Unite nel mondo le donne guadagnano in media il 23 per cento in meno degli uomini. Nasce così il fenomeno  “gender pay gap”. 
I retaggi culturali portati alle estreme conseguenze sfociano in vili atti di violenza.
Tanta violenza sempre nasce e cresce con la violenza psicologica. Donna, omosessuale, uomo, bisessuale. Tutti meritiamo dignità. 
La scrittrice femminista britannica Dora Russel scriveva: “Alla base di tutto non c’è che uomini e donne appartengono a due sessi differenti, ma che sono entrambi esseri umani, e in quanto tali, dovrebbero condividere ogni conoscenza del mondo e farne la base della loro unione e dell’educazione dei figli”.  (Gabriele Giovanni Vernengo)