La didattica a distanza rende tristi: lo rivela un sondaggio

ph Sydney Sims on Unsplash

(Redazione) La didattica a distanza ha reso triste un ragazzo su due: lo rivela l’esito di un sondaggio sulla qualità dell’apprendimento scolastico realizzato dall’Osservatorio “La Scuola Digitale per la Generazione Z” di Terre des Hommes e ScuolaZoo. Valutato, in particolare, l’impatto che l’emergenza covid-19 ha sugli adolescenti italiani.

Disuguaglianze e isolamento didattico sembrano mettere a repentaglio il diritto allo studio e l’accesso ad un’istruzione di qualità. Sebbene il 97,8 per cento degli studenti intervistati abbia seguito le lezioni online, solo il 10 per cento crede che questo abbia migliorato la qualità dell’apprendimento mentre per il 42,4 per cento è peggiorata.

Sette ragazzi su 10 ritengono di ricevere un carico maggiore di compiti e il 60 per cento teme che gli insegnanti non riusciranno a concludere il programma entro la fine dell’anno scolastico. Tuttavia, il 58 per cento crede che la chiusura delle scuole non influenzerà in modo decisivo il voto in pagella. Al sondaggio hanno partecipato e risposto 5mila studenti delle scuole secondarie italiane per raccontare l’impatto del coronaviru e gli scenari futuri che si aspettano i ragazzi. 

Un focus speciale è stato dedicato ai maturandi che, stando ai dati, sembra essere la fascia di studenti più preoccupata per la situazione attuale e per il proprio futuro. Quasi il 60 per cento, infatti, pensa che la didattica a distanza abbia peggiorato la qualità dell’apprendimento, mentre il 75 per cento dichiara di ricevere una mole di lavoro individuale maggiore ed è convinto che il programma non verrà completato.

Inoltre, 1 maturando su 2 è preoccupato del fatto che tutto questo possa notevolmente influenzare il risultato finale dell’esame.

E quando ai ragazzi si chiede se pensano che la didattica a distanza avrà un futuro anche nella fase 2 dell’emergenza, ritengono – e probabilmente sperano – che la scuola torni presto alla normalità, abbandonando il sistema della didattica online. Solo una minoranza (due studenti su 10) pensa che anche quando si tornerà alla normalità, la didattica a distanza possa avere una qualche utilità.

Di fondo, infatti, un ragazzo su due (48 per cento del campione intervistato) ha dichiarato che l’isolamento sociale lo ha reso più triste, solo una piccola minoranza (il 4 per cento) invece si è sentita più felice.

Il benessere dei bambini e dei ragazzi è la ragione d’essere di Terre des Hommes e in un momento così difficile siamo più che mai interessati a conoscere la loro opinione. Per questo motivo abbiamo deciso di unire le forze con ScuolaZoo e ascoltare dalla voce dei ragazzi come stanno vivendo questo periodo e come si aspettano il futuro” dichiara Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Progetti Italia di Terre des Hommes.

Tramite l’osservatorio e il nostro progetto networkIndifesa – prosegue – vogliamo portare la loro voce direttamente presso le istituzioni che si debbono occupare del loro benessere. Preoccupa, infatti, il loro stato d’animo a due mesi di lockdown ma, soprattutto, l’insoddisfazione generale per la didattica a distanza, e la preoccupazione per il rendimento scolastico futuro.

Sicuramente sono aree su cui le istituzioni dovranno lavorare nei prossimi mesi, se non vogliamo abbassare ulteriormente le performance degli studenti italiani e il numero di ragazzi che completano il ciclo superiore di studi”.

Stiamo attraversando – conclude – questa fase con un grande senso di responsabilità perché sappiamo di essere un punto di riferimento per gli oltre 10 milioni di studenti che ci seguono sui diversi canali.

Proviamo a essere un loro compagno, tutti i giorni, pubblicando informazioni e news sul mondo della scuola e provando a intrattenerli con una serie di format innovativi e affini al loro linguaggio – commenta Francesco Marinelli, direttore editoriale di ScuolaZoo – Per fare questo però dobbiamo ascoltare quotidianamente i ragazzi e indagare le loro opinioni su temi che li riguardano direttamente.”

 

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