La città inquieta omaggia la Santuzza

Folla sul Cassaro per il Festino di Santa Rosalia

(Carmela Corso) Si dice che non esista città senza storia e tradizioni, e non esiste Palermo senza il suo Festino. Un connubio, quello tra la città e la Santa, che si riconferma puntuale da 395 anni, carico di emozioni e significati sempre nuovi. Una devozione che raccoglie ed unisce i palermitani tutti, stretti in un abbraccio metaforico, appassionato, ancestrale, alla Patrona.

il carro

È senza dubbio uno dei momenti più attesi dei  festeggiamenti in onore di Santa Rosalia, la lunga, calda notte del 14 luglio, il festino civile, che ha radunato fedeli, turisti e semplici curiosi e che lascia il testimone alla solenne processione religiosa di lunedì 15.

Uno spettacolo emozionante e scintillante, in più atti, che, in un surreale (quasi onirico) turbinio di luci, colori, suoni e magie acrobatiche, ha accompagnato il Carro Trionfale, con in testa la Santuzza, dal piano di Palazzo Reale fino al Foro Italico. È il Festino dell’inquietudine; un’inquietudine dell’anima, dello spirito, che si libra, si apre all’altro, si trasforma e si lascia trasformare, tingendosi di meraviglia.

Uno scintillio di colori quasi onirico

È il Genio di Palermo, a raccontare attraverso la voce di Lollo Franco – accompagnato dalla Kids Orchestra e dal Coro di voci bianche del Teatro Massimo – la storia della giovane Rosalia.

Sul palco allestito nel cuore della Piazza del Parlamento, alle spalle di Palazzo dei Normanni, lo spettacolo che, per la prima volta, tra sacro e profano, fa dialogare – attraverso il linguaggio del teatro, del canto e della danza – i due numi tutelari della città. Ed è proprio nella rappresentazione dei momenti salienti della vita della nobile Sinibaldi che avviene la magia. In un climax scenico in crescendo, si intersecano e alternano esibizioni artistiche e acrobatiche: la giovinezza, la fuga, la tentazione dei diavoli, la morte e il miracolo della liberazione dalla Peste, messi in scena attraverso l’esecuzione della Danza del Fuoco e gli spettacolari volteggi, all’interno di una grande ruota e in aria, degli artisti de La Fura dels Baus.

Si continua con il corteo del Carro che sfila, trionfale, lungo il Cassaro. Un’imponente struttura (9000 chilogrammi, 11 metri di altezza e 5,40 di larghezza), un vero e proprio palcoscenico mobile animato da luci e movimenti meccanici, trainato dai cittadini delle comunità multietniche di Palermo coordinate da Rajendra Bitrayya e da un piccolo gruppo di detenuti del Carcere Ucciardone che hanno partecipato alla sua realizzazione.

Prima sosta al sagrato della Cattedrale con la performance aerea della Compagnia Transe Express Lacher de Violons: conversazione volteggiante tra cielo e terra che vede impegnati 20 artisti, che si alternano in una sinfonia di archi e lirica.
Si sfila, lentamente, verso i Quattro Canti al seguito della Compagnia Trans Express, dagli Ottomani Animati e dai Tamburinai della famiglia Auccello.

i Quattro Canti la sera del 14 luglio

Emozionante il tributo alle quattro Sante che dominano la Piazza Villena con il coinvolgente Abballu di li Virgini, seguito, con gioia e commozione, dall’omaggio floreale del primo cittadino alla Santuzza e il tradizionale triplice augurio “Viva Palermo, Viva Santa Rosalia”, animato dai fragorosi applausi e dall’esibizione  acrobatica dei Fura dels Baus, presentato in anteprima nazionale.

Battute finali, tra suoni e colori, con l’arrivo a Porta Felice. Lo spettacolo pirotecnico del Foro Italico saluterà il corteo e la Santa Patrona, lasciando calare il sipario sulle celebrazioni laiche della 395esima edizione del Festino.

L’appuntamento per i fedeli si sposta, dunque, al 15 luglio, alle ore 11, con la Solenne S. Messa Pontificale presieduta da Sua Eccellenza Rev. Corrado Lorefice, Arcivescovo Metropolita di Palermo, con la partecipazione del sindaco, delle autorità civili e militari, del capitolo Metropolitano, del Capitolo Palatino, del Clero e del Seminario Arcivescovile e, a partire dalle 19, con la Solenne Processione cittadina dell’urna contenente le sacre reliquie di Santa Rosalia che, da via Vittorio Emanuele, sfila lungo i Quattro Canti (canto del Te Deum e affidamento alla Città; sparo di carta colorata), piazza Marina  – con il messaggio dell’Arcivescovo alla Città – e, di ritorno lungo via Maqueda, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, piazza Monte di Pietà (sosta dinanzi alla prima edicola votiva dedicata alla Santuzza), via Judica, via Gioiamia, via M. Bonello e rientro in Cattedrale con lo spettacolo pirotecnico finale.

 

 

 

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