Ai porta alle startup investimenti fino a 21 mld di dollari

ph Amanda Dalbjörn on Unsplash

Un contesto globale caratterizzato da una forte incertezza sulle prospettive di business delle startup, unito alla crescita dei tassi di interesse, hanno determinato una flessione a livello globale degli investimenti in Venture Capital nel 2023.

Emergono, tuttavia, alcuni interessanti spunti di riflessione: le startup che sviluppano o applicano soluzioni generative Ai hanno infatti attratto investimenti importanti nel 2023, raggiungendo i complessivamente 21 miliardi di dollari, in crescita rispetto all’anno precedente (4 miliardi di dollari nel 2022) ed in controtendenza rispetto al mercato totale.

Ecco cosa emerge dalla terza edizione del Venture Capital Scanner di Bain & Company Italia, presentato a Milano in occasione del consueto evento a cui hanno preso parte fondi di Venture Capital, corporate e startup attive sul mercato italiano. Presente anche Agostino Scornajenchi, amministratore delegato e direttore generale di Cdp Venture Capital.

Il 2023 ha visto una contrazione del mercato Venture Capital italiano (- 20 per cento rispetto al 2022, miglior anno di sempre per il Paese), seppur più moderata rispetto alla media europea (- 41 per cento vs. 2022).

Gli investimenti nel Paese hanno toccato quota 1,1 miliardi di euro, con una diminuzione legata principalmente al calo del numero di deal (- 24 per cento), sebbene il valore medio delle operazioni abbia registrato una lieve crescita (+ 5 per cento).

Si osserva, inoltre, una minore rilevanza dei mega e large deal rispetto al 2022. Il settore Tech rappresenta il 31 per cento del valore totale degli investimenti Vc in Italia nel 2023, seguito dal settore B2C con il 27 per cento.

Il settore Energy si è distinto per il valore medio per deal (10,8 milioni di euro vs. media di 5,1 milioni di euro), legato alla natura capital intensive delle soluzioni innovative per la transizione energetica.

Analizzando la sede delle startup interessate dai round del 2023, la Lombardia si conferma prima regione nel mercato Venture Capital italiano per valore dei deal, con il 64 per cento degli investimenti totali, seguita da Piemonte, Trentino Alto – Agide e Toscana.

Il tessuto dell’innovazione italiano mostra un gap strutturale in termini di numerosità e dimensione dei fondi Vc rispetto agli altri principali Paesi europei e una capacità di trasformare la ricerca in impresa non ancora pienamente espressa.

“Il percorso di crescita del Vc italiano verso una dimensione allineata ai principali mercati europei richiede, oltre alla disponibilità di capitali, un’adeguata numerica di startup in cui investire. Ad oggi risultano registrate in Italia circa 16mila tra startup e Pmi innovative, e stimiamo che il pieno potenziale del Paese possa esser raggiunto con una numerica di circa 27mila società registrate.

Per sostenere ulteriormente la crescita del mercato e favorire l’innovazione occorre però garantire la piena collaborazione tra diversi attori dell’ecosistema, tra cui imprese, centri di ricerca, istituzioni finanziarie e policy maker.

Abbiamo lanciato in questa occasione il Bain Startup Navigator, uno strumento innovativo che tramite l’utilizzo di Ai consente di monitorare l’ecosistema dell’innovazione italiano e di sostenere la creazione di valore, facilitando la collaborazione tra le imprese e le startup”, spiega Emanuele Veratti, Partner e Digital Practice Leader di Bain & Company.

Infine, nel primo trimestre del 2024, si registrano segnali positivi per l’ecosistema, con più di 60 round di fundraising di startup ed una raccolta di quasi 370 milioni di euro (se si considerano anche le operazioni che coinvolgono la piattaforma Bending Spoons e MMI, nata a Pisa nel 2015 con headquarter in US dal 2023). (Redazione)

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