L’ incompresa

potenzialità commerciali enormi

Via Maqueda è una strada in cerca di identità, lungi dall’ essere quella giusta l’ interpretazione che ne ha dato l’ amministrazione comunale. E’ destinata a diventare il cuore della movida cittadina ma diversamente da dove – con qualche improbabile decisione e qualche scadimento di gusto  – locali di street food si alternano alle boutiques. E’, invece, il braccio meridionale della strada a cercare uno sviluppo nel segno dell’ armonia con le migliori rappresentazioni del barocco cittadino fissate nei severi portali di palazzo Filangeri di Cutò

gli studenti chiedono più servizi

e palazzo Comitini. Che tollerano – con dignitoso distacco – la malcelata indifferenza delle istituzioni e del circuito dell’ informazione locale. Il cuore della città al quale si accede è la porta di Vicari, o di sant’Antonino, incombente sulla omonima piazza. E’ della fine del Settecento,  abbellita da un manieristico portale dell’ architetto  Andrea Palma e, come riporta il Bellafiore, le due fontane ai lati della porta sono del 1784.

porta di Vicari

Cionondiméno esse si trovano incredibilmente ridotte ad immondezzaio, come può accorgersi chi è di altezza tale da non doversi mettere in punta di piedi. La zona già di mattina presto è brulicante di studenti che frequentano i tanti dipartimenti e il Policlinico universitario o che fanno quotidianamente la spola tra la Stazione Centrale e viale delle Scienze.

I primi a lamentarsi della carenza di servizi, a cominciare dalla illuminazione e dalla nettezza urbana, talmente evidente da apparire grottesca. La pedonalizzazione è la condicio sine qua non del pieno recupero dell’ area. Inibire la strada alle auto, anche per limitare lo smog; imporre alle comunità straniere che –  temporaneamente – si sono installate nel quartiere, arredi urbani, fioriere, ma anche stili di vita e abitudini. L’ andamento del mercato immobiliare rende più facile investire e qualcuno già ha fiutato e ha alzato la saracinesca orientandosi verso un mercato giovane.

fontana incredibilmente ridotta a immondezzaio
il cuore barocco della città

Gli universitari non vedono l’ora di godersi questo pezzo di città anche dopo il tramonto: prendere l’ aperitivo o consumare un pasto veloce, ma anche servirsi di botteghe meno impersonali degli hard-discount, di librerie specializzate, andare dal parrucchiere, cambiare casa o comprarla. Senza contare che un corso ben illuminato e sorvegliato  garantirebbe la sicurezza che altrove non c’è: nelle zone limitrofe la movida ha meritatamente acquistato una triste fama e reso la vita impossibile ai residenti.

Via Maqueda restituita a se stessa cesserebbe di essere regno di balordi o della piccola malavita. Non solo per favorire il commercio ma per onorare la grazia delle chiese di santa Assunta e sant’ Orsola. Che bilanciano la prominenza baronale espressa dagli antichi palazzi del potere. (Sergio Scialabba)

palazzo Comitini

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