Just Eat, Itameshi al 47 per cento

ph Volkan Kaçmaz on Unsplash

Sono 4 le tendenze che svelano come gli italiani stanno abbracciando una nuova era del food delivery. Grazie alla collaborazione con Wgsn, istituto di ricerca sulle tendenze dei consumi, Just Eat ha, infatti, scoperto quali sono i nuovi driver che plasmeranno il mondo del gastronomico e del food delivery.

Ha indagato poi, in collaborazione con Bva Doxa, la risposta degli italiani a questi nuovi trend. Non solo cambiamenti nel modo in cui si nutrono, ma un desiderio di esprimere emozioni attraverso il cibo, di supportare ristoranti sostenibili e di abbracciare l’eclettica diversità culinaria.

Lo studio è stato realizzato utilizzando statistiche interne e dati raccolti per il periodo compreso tra il 1 luglio 2022 e il 1 luglio 2023. Inoltre, BVA Doxa ha condotto un’indagine su un campione di 500 persone, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, rappresentativo di tutta Italia. Le tendenze sono state rilevate attraverso WGSN, una società globale di previsione delle tendenze.

Mood food: quando il cibo abbraccia il benessere emotivo

Nel panorama in costante mutamento dei consumatori italiani, le abitudini alimentari sono in continua evoluzione in risposta alle nuove esigenze e ai valori personali. L’ansia e le emozioni legate allo stress, spesso derivate da un equilibrio precario tra lavoro, ambiente e relazioni, stanno plasmando un nuovo approccio al benessere e ridefinendo le priorità.

La nozione di salute non si limita più solamente ai bisogni fisici, ma si sta spostando verso una ricerca di benessere completo, che abbracci aspetti emotivi, spirituali e sociali. Questa nuova prospettiva mette in risalto l’importanza di accostare il piacere ad un’esperienza all’interno dell’equazione del benessere, dimostrando che l’indulgenza può coesistere con la cura di sé e la salute mentale.

Sempre più consumatori sono inclini a regolare il proprio stato d’animo attraverso il cibo, riflettendo un crescente interesse per prodotti che promettono di migliorare il benessere emotivo, anche attraverso ingredienti con proprietà benefiche. In questo scenario, il food delivery gioca un ruolo cruciale.

Secondo una ricerca condotta da Bva Doxa per Just Eat, l’atto di ordinare cibo a domicilio è spesso associato a emozioni positive come soddisfazione e relax. Oltre il 90 per cento degli italiani afferma di ordinare un piatto basandosi su emozioni o ricordi positivi, sottolineando la profonda connessione tra cibo ed umore.

Interessante notare come il concetto di comfort food sia strettamente legato a piatti familiari (40 per cento) e a quelli che possono migliorare il nostro stato d’animo (38 per cento). Tra questi, spiccano pizza e focacce per il 60 per cento degli italiani, ma anche dolci (40 per cento), gelati (38 per cento) e l’immancabile cioccolato (32 per cento).

Dopo aver gustato il proprio cibo preferito, le emozioni più comuni tra gli italiani riguardano una sensazione di gratificazione (44 per cento) e felicità (41 per cento). La curiosità? L’80 per cento degli italiani si dice interessato a provare un alimento progettato per migliorare l’umore.

Zero Heroes: il futuro sostenibile del food delivery

L’importanza della sostenibilità è cresciuta in modo straordinario negli ultimi anni, passando da una semplice tendenza a un pilastro fondamentale che influenza profondamente le abitudini di consumo degli italiani, sia nel presente che nel futuro.

La sostenibilità non è più solo un’opzione, ma un valore imprescindibile. Questo nuovo approccio abbraccia una visione completa che sensibilizza i consumatori alla tutela dell’ambiente e promuove stili di vita sostenibili in ogni aspetto delle loro scelte di consumo.

Il settore del food delivery, ormai parte integrante della vita quotidiana, deve adeguarsi a questi valori dei consumatori, offrendo alternative sostenibili e introducendo nuove proposte di prodotti e soluzioni che vanno in questa direzione.

In Italia, Just Eat è un esempio di azienda che si impegna per la sostenibilità, collaborando con iniziative innovative come Notpla, il packaging biodegradabile composto da alghe marine, per ridurre l’impatto ambientale e promuovere una consegna più sostenibile.

La recente ricerca condotta in collaborazione con BVA Doxa ha evidenziato diversi aspetti chiave che dimostrano quanto la sostenibilità sia diventata un criterio fondamentale nella valutazione dei ristoranti e dei servizi di food delivery.

La provenienza delle materie prime e l’uso di prodotti locali e a chilometro zero (44 per cento),così come l’adozione di iniziative anti-spreco (42 per cento), sono elementi chiave per definire un ristorante come sostenibile.

Per quanto riguarda il food delivery, gli italiani si dimostrano poi sempre più interessati a opzioni di consegna con un minor impatto ambientale: il 65 per cento si dice disposto a pagare di più per una consegna più sostenibile, specialmente la Generazione Z.

Inoltre, aspetti cruciali come la tutela dei rider (69 per cento), le condizioni meteo (53 per cento) e l’offerta di frutta e verdura di stagione (54 per cento) influenzano notevolmente le scelte dei consumatori.

La ricerca rivela infine che la sostenibilità incide notevolmente sulle decisioni alimentari, con oltre l’80 per cento degli italiani che considera importante sapere come smaltire in modo responsabile il packaging dopo l’utilizzo.

Fusion of Cultures: una miscela di sapori da tutto il mondo

Nelle aree urbane, dove culture che una volta sembravano distanti ora si trovano a stretto contatto, il settore alimentare sta vivendo una straordinaria contaminazione culturale. Le tradizioni culinarie di tutto il mondo si mescolano e si influenzano reciprocamente, dando vita a una fusione di sapori e stili di cucina. Questa tendenza può portare alla standardizzazione dei piatti o, al contrario, alla valorizzazione delle autentiche tradizioni culinarie.

In questo panorama, il settore del food delivery e i ristoranti svolgono un ruolo chiave. Da un lato, i consumatori sono alla ricerca di nuovi sapori e ingredienti; dall’altro, chef ed esperti del settore sono influenzati dalle tendenze e dalla domanda di cibi esotici e autentici.

In Italia, è interessante notare un forte interesse per la sperimentazione di sapori intensi e nuovi (22 per cento), soprattutto tra i giovani (25 – 34 anni), che resta, però, spesso associata a un forte legame con i piatti familiari (36 per cento).

L’interesse per la sperimentazione culinaria diventa particolarmente evidente quando si tratta di piatti difficili da replicare in casa. La maggior parte degli italiani mostra un vivo interesse nell’ordinare cibi e bevande provenienti da culture culinarie diverse a domicilio (34 per cento), ampliando così l’esperienza culinaria grazie al food delivery.

La cucina italo – giapponese, cosiddetta itameshi, è uno degli abbinamenti più apprezzati e sperimentati (47 per cento), mentre i più giovani dimostrano una predilezione per la fusione tra la cucina italiana e brasiliana (46 per cento).

Taste makers: il cibo nell’era dei social media

L’ascesa dei social media ha rivoluzionato il modo in cui le persone interagiscono con il cibo, trasformandolo da una necessità fisiologica in un’esperienza condivisibile, creativa e influenzabile. Le tendenze alimentari possono diffondersi rapidamente attraverso questi strumenti di comunicazione, portando un piatto o uno stile culinario a diventare virali in poche ore grazie alla condivisione di contenuti digitali.

L’analisi condotta insieme a BVA Doxa sulla correlazione tra i social media e l’esperienza culinaria ha rivelato quanto sia stretto il legame tra il mondo digitale e quello gastronomico. Secondo i risultati, il 70 per cento degli italiani ha dichiarato di aver provato almeno una volta a replicare ricette o piatti che hanno visto realizzare da influencer o personaggi famosi attraverso i canali social, mentre il 50 per cento segue almeno un ristorante sui social.

L’ispirazione offerta dagli influencer svolge un ruolo significativo nell’incoraggiare i consumatori a esplorare nuovi piatti e a scoprire nuovi ristoranti. Tuttavia, non è solo la riproduzione di ricette a influenzare le scelte.

Anche le immagini dei piatti (57 per cento) e degli ambienti dei ristoranti (50 per cento) dimostrano di avere un notevole impatto sulle decisioni. La vista di un piatto delizioso o di un ristorante accogliente sui social media può spingere le persone a prenotare un tavolo o a ordinare da un ristorante che altrimenti non avrebbero considerato.

Nonostante l’importante influenza dei nuovi mezzi di comunicazione, le esperienze passate (42 per cento) rimangono fondamentali nel condizionare le scelte di ristoranti e piattaforme di cibo a domicilio. (Redazione)

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