ITALIA | Il crollo di via Canosa 7 rievocato in Senato

Il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (foto Senato della Repubblica)

(Sergio Scialabba) Il sacco di Palermo, che, nella pubblicistica anglosassone diventa the Sack of Palermo, si associa a una lunga e controversa stagione nella quale la capitale della Sicilia assume spesso, con la compiacenza di tanti, il ruolo di capro espiatorio.

La speculazione edilizia riguardò tutta Italia (basta girarla) e coinvolse tutti. Il cinema e la letteratura, negli anni 60 del secolo scorso  (il regista Francesco Rosi e lo scrittore Italo Calvino) diedero forma a un fenomeno che cambiò letteralmente volto al Paese.

Erano gli anni del boom economico che mischiava voglia di riscatto e di benessere nella società civile e tolleranza in molti settori del mondo politico. Si costruiva senza rispetto né delle regole del diritto né di quelle della scienza. Qualche volta la logica e il destino si ribellavano a tanta protervia.

A Barletta, in Puglia, la mattina del 16 settembre 1959, alle ore 6:40, un tremendo boato risuonò per Via Canosa: una densa colonna di fumo invase il rione della ferrovia e, quando la nube sparì, la palazzina di cinque piani al numero civico 7 restituì alla vista un cumulo di macerie.

La prima idea che si fecero le persone accorse fu che si fosse trattato di un terremoto. Nessuno potè pensare che un palazzo costruito appena un anno prima si fosse ridotto a polvere. Dopo aver valutato la situazione i cittadini si prodigarono nell’aiutare i soccorritori ma c’era ben poco da fare: il crollo aveva sorpreso i condomini nel sonno uccidendo 58 dei suoi 71 abitanti.

Altre 12 persone rimasero ferite e sopravvissero. Ai soccorsi presero parte guardie cittadine, soldati, monaci e il sindaco di allora a testimonianza di  quanto l’opinione pubblica fosse stata fortemente scossa. Iniziò a riflettersi su aspetti occulti legati al mondo delle costruzioni e, in generale, alla cultura dell’epoca.

Organismi internazionali hanno rilevato come ci sia un rapporto diretto tra corruzione e sicurezza nella misura in cui il costo della prima incide sula seconda, in termini di qualità dei materiali, e l’abbassamento della stessa aumenta i rischi.

La tragedia – ricordata come la più grave in Italia nell’epoca contemporanea – sarà rievocata il 12 dicembre 2019 alle ore 11 e 30 presso la Sala Koch di Palazzo Madama, dal senatore di Forza Italia Dario Damiani che promuove la presentazione del catalogo “Quando il giornalismo fa la storia: il crollo di Via Canosa a Barletta. Una tragedia italiana in prima pagina” Edizioni Admaiora – Trani.

Il volume ripropone immagini e contributi della mostra storico-documentaria e video-fotografica tenutasi nel Palazzo di Governo della Provincia Barletta Andria Trani dall’11 al 28 settembre 2019 per i 60 anni dalla più grave tragedia di malaedilizia in Italia, costata la vita a 58 persone nella tragica alba del 16 settembre 1959.

La mostra si è svolta sotto gli auspici della Presidenza del Senato della Repubblica, con l’invio di una lettera commemorativa da parte della Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Alla presentazione interverranno Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Valiante, prefetto di Barletta Andria Trani, Anna Maria Buzzi, direttore generale Archivi, Marcello Lanotte, vicesindaco del Comune di Barletta, Michele Grimaldi, responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, Nino Vinella, presidente del Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia, Francesco Giorgino, giornalista Rai e Giuseppe Pierro, editore Admaiora.

Tale iniziativa editoriale sarà gratuitamente diffusa nelle Scuole della Provincia di Barletta Andria Trani quale strumento di ricerca storica e veicolo di approfondimento nella specifica materia della sicurezza in campo costruttivo.

 

 

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