Intelligenza artificiale e il tempo che resta: una domanda per TBH

Immagine di Franck V. per Unsplash

L’intelligenza artificiale sta accelerando attività, processi e decisioni, ma il tempo risparmiato non si traduce automaticamente in tempo di maggiore qualità: può essere investito nella creatività, nelle relazioni e nelle attività strategiche oppure assorbito da nuove incombenze e pressioni.

È questo uno degli interrogativi al centro della seconda edizione di Talent of Being Human – TBH, il forum esperienziale organizzato da āvalore, in programma l’11 e 12 settembre 2026 al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano.

Con il titolo L’umanità del tempo, l’evento coinvolgerà imprese, manager, professionisti ed esperti in un percorso dedicato al rapporto tra individuo, organizzazioni e intelligenza artificiale.

Secondo la ricerca AI at Work: Why Strategy Matters More Than Tools di Boston Consulting Group, il 42 per cento dei lavoratori che utilizza regolarmente l’AI dichiara di risparmiare almeno 8 ore alla settimana.

Tuttavia, il 66 per cento riceve indicazioni limitate o nulle su come utilizzare il tempo recuperato e più della metà non lo reinveste in attività strategiche.

L’AI migliora la soddisfazione professionale per il 67 per cento degli utilizzatori abituali, ma il 41 per cento segnala anche un aumento del carico cognitivo.

Il Microsoft Work Trend Index 2026, condotto su 20mila lavoratori in 10 Paesi, rileva che, mentre l’AI assume una parte crescente dell’esecuzione, il contributo umano si sposta verso la capacità di indirizzare, valutare e assumersi la responsabilità dei risultati.

Eppure, soltanto il 26 per cento degli utilizzatori percepisce una leadership aziendale chiaramente allineata sulla strategia da seguire.

Anche il Global Human Capital Trends 2026 di Deloitte individua nella collaborazione tra persone e macchine un passaggio decisivo, indicando adattabilità, fiducia, cultura e capacità di giudizio come elementi del nuovo vantaggio umano.

“L’AI promette di restituirci tempo, ma non può decidere al nostro posto quale valore attribuirgli. – afferma Alessandra Riva, Ceo e Founder di āvalore, ideatrice di Talent of Being Human –

Questa scelta appartiene alle persone e alle organizzazioni. Se il tempo liberato viene immediatamente riempito da nuove urgenze, controlli e richieste di produttività, il progresso tecnologico rischia di trasformarsi in una nuova forma di sottrazione.

La responsabilità dei leader sarà creare le condizioni perché quel tempo possa diventare ascolto, pensiero, relazione, creatività e capacità di generare un impatto positivo“.

Da questa prospettiva nasce la domanda che attraverserà TBH 2026: lo scarto tra tempo risparmiato e tempo vissuto sarà il nuovo spazio competitivo?

Il Forum accompagnerà il pubblico dal “tempo vissuto” al “tempo sottratto”, fino al “tempo ritrovato” e al “tempo restituito”, affrontando gli effetti dell’accelerazione digitale sulla persona, sul lavoro, sulla leadership e sulla cultura aziendale.

TBH 2026 intende così superare una visione dell’intelligenza artificiale fondata esclusivamente sull’efficienza.

La questione non sarà soltanto quanto rapidamente le macchine possano svolgere un’attività, ma quale ruolo debbano mantenere la consapevolezza, il giudizio, la responsabilità e l’unicità della persona nelle organizzazioni.

Perché l’Ai può aiutare a risparmiare tempo. Ma custodirlo, investirlo e trasformarlo in valore resta un talento profondamente umano. (Redazione)

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