Informazione locale: il Corecom avvia il dibattito

Maria Astone

(Sergio Scialabba) A nessuno sfugge che il momento attuale per l’editoria, l’informazione e per la politica, nella misura in cui essa si nutre di informazione e di opinioni, è di passaggio da un epoca ad un’altra. I cambiamenti riguardano la proprietà di grandi gruppi, le infrastrutture, le istanze pubbliche, quelle private e il loro bilanciamento.

Un convegno – nella sala Piersanti Mattarella dell’Ars – ha avviato il dibattito anche nella capitale della Sicilia. Ad organizzarlo il Corecom  Sicilia, organo di governo, di garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale.

A nessuno sfugge, altresì, che sia stato e sia, ancòra, il digitale ad imporre un adeguamento del sistema nel suo complesso. E se, nella prima fase del suo avvento, la tendenza è stata a decentralizzare e a globalizzare anche informazione e flussi informativi, in tanti ora sono convinti che occorra cambiare direzione.

Per contrastare la crisi dell’editoria in Sicilia serve una legge di riforma del sistema informativo locale”. E’ quanto ha proposto Maria Astonepresidente del Corecom.

Astone ha fatto espresso riferimento all’editoria locale :A prescindere dagli interventi per il settore dell’informazione previsti nella legge nazionale di bilancio, il sostegno all’editoria di prossimità spetta anche alle Regioni”. (Proprio oggi era presente nella capitale della Sicilia il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ndr).

La Sicilia, ha aggiunto, ha “poteri legislativi e amministrativi per la tutela del sistema radiotelevisivo e dell’informazione. Bisogna superare l’attuale legge regionale, la 24/2013 rimasta parzialmente inattuata, attraverso una legge di riforma capace di promuovere l’intero settore”. 

Astone ha, poi, messo in evidenza la possibilità di “fare ricorso ai fondi europei in base a quanto stabilito dalla politica di coesione 2021-2027 UE già approvata. Tra le priorità di investimento, infatti, c’è anche il sostegno alle piccole e medie imprese, e tra queste quelle creative come le aziende editoriali. La Regione Siciliana deve cogliere l’opportunità offerta dal FESR per attivare contributi utili all’editoria locale. Per questo si dovrebbe istituire un’unità operativa ad hoc presso l’Assessorato regionale alle Attività produttive che segua progetti e istanze”.

 Anche la promozione della comunicazione istituzionale negli enti pubblici regionali, nei comuni e nelle province – ha dichiarato – può essere favorita con una norma che preveda una voce obbligatoria dedicata all’informazione negli affidamenti di appalti pubblici”.

Secondo la Presidente del Corecom Sicilia altri capitoli di possibili interventi sull’editoria potrebbero riguardare la formazione (inserendo tra le attività didattiche nelle scuole di un insegnamento dal titolo Informazione sociale, politica, economica; attivando progetti sulle fake news e la prevenzione dei fenomeni di ludopatia e cyberbullismo); il finanziamento di progetti di culturali e di inclusione delle emittenti televisive regionali.

 

vedi anche

Convegno all’Ars sulla crisi dell’informazione locale

 

 

 

 

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