Indagine sul cyber risk per Moige

ph Firza Pratama on Unsplash

(Sergio Scialabba) La pandemia ha spostato il centro delle nostre vite sempre più verso il mondo virtuale del digitale e questo vale per tutte le generazioni. Inevitabilmente tutto quello che riguarda la navigazione Internet e i social network viene enfatizzato: non solo le opportunità ma anche i pericoli.

Dall’analisi dei dati dell’indagine Tra digitale e cyber risk: rischi e opportunità del web realizzata dall’Istituto Piepoli per il MoigeMovimento Italiano Genitori, su un campione di circa 1200 minori (Indagine completa su https://www.moige.it/indagine/7313884/) emerge che il mondo dei ragazzi italiani, nel corso dell’ultimo anno, si è concentrato nei 6 pollici del loro smartphone.

Esso ha sostituito per quote rilevanti di ragazzi le chiacchierate con gli amici, le conversazioni in famiglia e persino la televisione che, a volte – quasi come un camino digitale – riuniva la famiglia e generava occasioni di confronto e racconto. Infatti, 1 ragazzo su 2 tiene i genitori e gli adulti fuori dal mondo social e (1 su 4) cancella la cronologia.

Aumentano le fake news presso i nostri figli: quasi 4 ragazzi italiani su 5 si informano sugli avvenimenti che accadono nel mondo attraverso il web, soprattutto sui social network. E lo fanno pur dichiarando apertamente di essere caduti nella trappola delle fake news nel 56 per cento dei casi. Perché lo fanno? Perché il loro mondo si è concentrato, sempre di più, nello smartphone che 2 ragazzi su 3 dichiarano di utilizzare molto più di prima, e di farlo da soli, senza la presenza dei genitori o di fratelli e sorelle. 

Una tendenza all’isolamento molto più forte tra i ragazzi che frequentano le scuole superiori. Inoltre, scoprire cosa fanno online è difficile, solo 1 genitore su 3 dà limiti di tempo di connessione, e meno della metà dei genitori sa cosa fa online il proprio figlio. E purtroppo i social non permettono ai genitori di avere alcun controllo sulle attività dei loro figli minorenni.

I giovani italiani, dunque, frequentano molto i social network, ma non solo per informarsi. Lo fanno anche per condividere foto e raccontare parti delle loro vite. Per farlo utilizzano soprattutto Instagram e Tik Tok. Il 64 per cento dei minori italiani tra gli 11 e 14 anni dichiarano di utilizzare Tik Tok, mentre il 60 per cento utilizza anche Instagram. Molto preoccupante però che il 17 per cento dei bambini tra i 6 e i 10 anni dichiarino di avere un account Tik Tok, mentre il 14 per cento Youtube e il 9 per cento Instagram.

Attenzione, perché il 6 per cento dei giovani dichiara di aver scambiato foto personali con gli altri tramite i social, e il 30 per cento dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a sconosciuti.

Il bullismo è presente nelle scuole e fuori dalle scuole, tanto che quasi 6 bambini su 10 hanno assistito ad episodi di prepotenza, e quasi uno su due ha assistito ad episodi di cyberbullismo. Preoccupa che oltre la metà dei ragazzi che assiste a casi di bullismo non sanno come comportarsi o fanno finta di niente (56 per cento).

Tra i ragazzi che hanno subito atti di bullismo, dominano scherzi telefonici, messaggi di minacce, insulti ma non mancano foto o video. I ragazzi, davanti a questi atti, si sentono arrabbiati (37 per cento), soli (25 per cento), isolati (23 per cento). Uno stato d’animo che condividono 1 su 2 (48 per cento) con i genitori, ed 1 su 4 con amici, ma solo il 14 per cento con i docenti.

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