Indagine della Fondazione Onda: più covid, più depressione

ph Yuris Alhumaydy on Unsplash

La depressione è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come prima causa di disabilità a livello mondiale e riguarda circa 3 milioni di italiani. Il numero è destinato ad aumentare a causa dell’isolamento sociale e dei risvolti economici della pandemia da coronavirus tanto che l’Oms parla di un’emergenza covid-19 che riguarda anche la salute mentale. Il tema è stato approfondito nella tappa siciliana del percorso di sensibilizzazione “Uscire dall’ombra della depressione”, tenutasi online il 26 giugno scorso. L’iniziativa è stata realizzata dalla Fondazione Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere con il supporto incondizionato di Janssen Italia, e con il patrocinio della Regione Siciliana, delle società scientifiche SIP – Società Italiana di Psichiatria e SINPF – Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, di Cittadinanzattiva e Progetto Itaca.

Circa 1 milione soffre della forma più grave e invalidante della malattia: la depressione maggiore. Considerando solo la Sicilia, dai dati Istat si stima che oltre 130mila siciliani ne soffrono, di cui circa 9.000 non rispondono ai trattamenti, secondo la rielaborazione su base regionale dei dati dello studio epidemiologico italiano Dory, volto a identificare, attraverso un’analisi di database amministrativi, i pazienti affetti da depressione resistente. In tale contesto, istituzioni e rappresentati locali a livello medico, assistenziale e sociale si sono confrontati, in modalità virtuale, su come affrontare più efficacemente la malattia, superare lo stigma associato alla depressione, facilitare l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate.

La tappa siciliana ha ospitato una delle undici tavole rotonde organizzate da Fondazione Onida, , che fanno parte del percorso di sensibilizzazione “Uscire dall’ombra della depressione”, un’occasione istituzionale volta a presentare anche in questa regione il manifesto Uscire dall’ombra della depressione.

L’iniziativa è stata organizzata con il contributo incondizionato di Janssen Italia l’azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson.

La depressione, e in particolare la sua forma più grave, la depressione maggiore, ha un forte impatto sulla qualità della vita e sui costi sanitari e sociali che risultano molto elevati.

I costi diretti non sono l’unico tassello da tenere in considerazione se si vuole cogliere appieno il peso economico e sociale di questa patologia. I costi indiretti (sociali e previdenziali) la fanno da padrone rappresentando il 70 per cento del totale dei costi della malattia”, dice Francesco Saverio Mennini professore di economia sanitaria e direttore del EEHTA del CEIS dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Basti pensare ai costi previdenziali legati all’elevato numero di giorni di assenza dal lavoro causato dalla depressione maggiore, alla perdita di produttività legata al presenteismo. Visto l’incremento previsto del numero delle persone con depressione in seguito alla pandemia di covid-19, il peso economico della malattia è destinato ad aumentare”.

Anche il costo legato agli assegni ordinari di invalidità e alle pensioni di inabilità, che si aggira intorno ai 106 milioni di euro, pari a 9.500 euro annui a beneficiario, rientra tra quelli indiretti legati alla malattia.

In Sicilia, secondo un’analisi dell’EEHTA del CEIS (Economic Evaluation and HTA CEIS) basata su dati del 2015, tali prestazioni di invalidità previdenziale vengono concesse a 1,3 persone con depressione maggiore ogni 100.000 abitanti.

Analizzando la situazione per provincia, a Messina sono state accolte 2,8 domande di invalidità previdenziale, a cui seguono Siracusa 2, Enna con 1,8, Agrigento e Ragusa 1,3, Catania con 1,1, Palermo con 0,9, Trapani con 0,5 e infine Caltanissetta con 0,4 ogni 10omila abitanti. “Questi dati testimoniano che stiamo parlando di una malattia fortemente invalidante, che impatta in maniera significativa sulla vita dei pazienti e della società, da molteplici punti di vista” prosegue Mennini. “Gestire il paziente in una fase precoce della malattia consente non solo un miglioramento della sua qualità di vita, ma anche una riduzione dell’impatto dei costi per il sistema sanitario e sociale”.

Questa serie di incontri rientra nel percorso intrapreso da Onda nel 2019 per accendere i riflettori sul tema della depressione” commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Nel 2019 è stato presentato alla Camera dei Deputati il Manifesto ‘Uscire dall’ombra della depressione’ una call to action in dieci punti che ha raccolto il consenso di un gruppo di Parlamentari di Senato e Camera per mettere in atto azioni concrete sul fronte della prevenzione e dell’accesso ai percorsi di diagnosi e cura. Il nostro impegno si è poi spostato a livello territoriale con l’organizzazione di undici tavole rotonde regionali, che, a causa dell’emergenza sanitaria nazionale, sono state riorganizzate in forma virtuale. Dopo aver fatto tappa in Campania, Lazio, in Lombardia e con oggi in Sicilia, raggiungeremo presto Piemonte, Veneto, Puglia, Emilia-Romagna, Sardegna, Calabria e Toscana“. (Redazione)

  

 

 

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