
Nelle settimane che precedono la maturità, una famiglia palermitana può arrivare a spendere fino a 504 euro a materia per affiancare al proprio figlio un tutor privato.
Una cifra che riflette un impegno medio di 3 ore a settimana per 3 mesi, ai prezzi di mercato praticati dai tutor.
Dietro alla spesa c’è sempre più spesso la necessità di gestire una pressione emotiva che gli studenti faticano a comunicare.
I dati provengono dall’Osservatorio prezzi lezioni private 2026 di LeTueLezioni, che analizza oltre 94mila annunci sulla piattaforma.
Secondo i dati, Palermo segue una sua stagionalità della domanda pre-maturità che si discosta dal trend nazionale.
La domanda di ripetizioni Il comportamento più distintivo di Palermo riguarda la matematica, per cui le richieste di ripetizioni crescono del 50 per cento già ad aprile, quando nel resto d’Italia la domanda è ancora contenuta e il picco si concentra a giugno.
Le famiglie palermitane si organizzano prima rispetto alla media nazionale. Nel caso di fisica la storia è diversa.
A giugno le richieste crescono in modo marcato rispetto al mese precedente, un dato che riflette la concentrazione delle prove scritte di maturità scientifica e la consapevolezza tardiva di alcune lacune.
A livello nazionale invece le richieste di greco e latino aumentano dell’83 per cento a giugno rispetto a maggio, ma a Palermo la domanda resta stabile. È una distribuzione diversa nel tempo, con una domanda più costante durante l’anno scolastico.
Il tutor come spazio emotivo oltre che accademico.
I dati di LeTueLezioni prendono in considerazione anche il parere dei tutor con esperienza diretta di preparazione alla maturità.
Il 90 per cento degli intervistati riscontra nelle sessioni pre-esame una componente emotiva come ansia, insicurezza, paura del giudizio.
Il 53 per cento segnala che negli ultimi cinque anni è aumentato il numero di studenti che cercano supporto per gestire lo stress più che per colmare lacune.
Nel 43 per cento dei casi questa ansia non viene mai dichiarata esplicitamente, ma affiora nel corso delle lezioni. Le famiglie si rivolgono ufficialmente a un tutor per colmare lacune (61 per cento) o per difficoltà nel metodo di studio (47 per cento).
Ma il mercato che emerge dai dati è quello di uno spazio in cui i ragazzi elaborano una pressione che la scuola non sempre riesce a intercettare.
“Palermo è una città che continua a sorprenderci nei dati.
Sul prezzo si comporta come il Nord, sulla domanda anticipa il calendario rispetto al resto d’Italia.
È un mercato con una sua maturità, ma il dato sulla componente emotiva a livello nazionale si conferma anche in Sicilia: le famiglie cercano un insegnante e trovano anche uno spazio di ascolto. Questo è il mercato che stiamo osservando, e non è più solo accademico” afferma Albert Clemente, Ceo di LeTueLezioni. (Redazione)
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