In mostra sguardi dati in pegno

Palazzo Branciforte (fotografia di Ezio Ferreri)

Ritratti femminili in bianco e nero: sono i soggetti della mostra del fotografo Paolo Morello ‘Il labirinto di Elena’ ospitata a palazzo Branciforte dove, un tempo, c’era il Monte dei Pegni.

In questo luogo si cerca di evocare la memoria e il volto di donne che andavano a consegnare gli ultimi averi, corredi e oggetti d’oro, per sopravvivere alla povertà.

La luce dell’anima triste di quelle donne si ritrova nelle venti foto di Morello, la luce dell’anima che ogni donna consegna a chi la guarda. Pertanto, l’obiettivo del fotografo tenta di operare una inversione di prospettiva. L’arte, cioè, consegna il dono della bellezza a coloro che sanno vedere.

Eccola, dunque, Elena: il personaggio della classicità che evoca l’assoluto delle forme umane e diventa, nella luce di Morello, mistero universale. Un archetipo di bellezza qui proiettata nel suo labirinto di umana povertà.

La mostra sarà ospitata a Palazzo Branciforte dal 13 novembre al 16 gennaio 2022. A riferirlo è la redazione online dell’Ansa.

Palazzo Branciforte è un palazzo cinquecentesco in via Bara all’Olivella, nel Vecchio Centro. E, dal 2012, è sede della Fondazione Sicilia.

Il Monte di Pietà, istituzione finanziaria senza scopo di lucro, di origini tardo-medievali, sorse in Italia nella seconda metà del XV secolo su iniziativa di alcuni frati francescani, allo scopo di erogare prestiti di limitata entità (microcredito) a condizioni favorevoli rispetto a quelle di mercato.

L’erogazione finanziaria avveniva in cambio di un pegno: i clienti, a garanzia del prestito, dovevano presentare un pegno che valesse almeno un terzo in più della somma che si voleva fosse concessa in prestito.

La durata del prestito, di solito, era di circa un anno; trascorso il periodo del prestito, se la somma non era restituita il pegno veniva venduto all’asta. Così ricostruisce Wikipedia. (Redazione)

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Sguardi di luce a Palazzo Branciforte