In mostra la Sicilia ribelle

 

di Carmela Corso

Fino al 10 luglio nella Sala delle Missioni della Biblioteca Centrale della Regione siciliana “Alberto Bombace”, in occasione del 170° anniversario della rivoluzione antiborbonica siciliana del 1848, una mostra per rievocare, attraverso una selezionata  documentazione, gli sconvolgimenti che gettarono le basi per i profondi cambiamenti dell’assetto socio-politico che avrebbero coinvolto il Paese in poco più di un ventennio.

uno dei documenti in mostra

Trentanove giornali, ventisette editti del tempo e quattro lettere autografe di personaggi illustri che raccontano uno scorcio della vita della popolazione sottoposta ad una quotidianità di privazioni che diedero avvio, il 12 gennaio 1848 in quel di Palermo, ad una serie di avvenimenti che portarono alla formazione di un Governo siciliano autonomo, con un proprio Parlamento e un proprio governo, retto dai limitati mezzi di cui disponeva, ma con il concorso di tutte la classi sociali, animate da autentico spirito patriottico e rigido senso del dovere. Nei mesi in cui fu Nazione Indipendente, la Sicilia attirò l’interesse di tutte le potenze europee spaventate da un fenomeno la cui eco poteva espandersi a macchia d’olio nel resto del continente. Nello stesso mese di gennaio del 1848, mentre si combatteva ancora strada per strada, uscirono i primi giornali con i minuziosi resoconti dei fatti d’arme, molti dei quali ebbero però breve esistenza. Pressato dall’Inghilterra, re Ferdinando III ritardò la repressione, aspettando che l’impeto dell’impresa si esaurisse, ma dall’autunno del ’48, iniziò l’inesorabile riconquista.

il 1848: un anno formidabile

Numerosi gli atti di eroismo di tutte le città siciliane, nessuna esclusa, che combatterono strenuamente fino a quel 15 maggio 1849 quando, a soli sedici mesi dal suo esordio, i siciliani vedevano svanire le speranze di realizzare una idealizzata Repubblica, il cui sogno si infrangeva dinanzi l’incapacità del nuovo Parlamento di raccordare tutte le tendenze politiche che vi si contrapponevano. L’intento della mostra è di rievocare, attraverso un’ documentazione, tra gli studi più attenti della stampa periodica palermitana del cosiddetto “Biennio liberale”, risaltano quello di Alessio Narbone (in “Bibliografia sicola sistematica”, vol. 4°, 1855) quasi coevo agli avvenimenti, che elenca 141 periodici, e quello più recente fra tutti di Salvatore Candido (I giornali palermitani del biennio liberale, 1999), che ne annovera 163 compresi 20 citati dal Narbone ma di cui egli non ha rintracciato esemplari.  La mostra sarà visitabile, dal lunedì al venerdi, dalle ore 09.00 alle 18.30, fino al 10 luglio. Maggiori informazioni saranno disponibili allo 091/7077642 o all’indirizzo bcrs@regione.sicilia.it 

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