In Italia 3 nonni su 10 coi nipoti almeno 3 ore al giorno

Immagine di Ekaterina Shakharova per Unsplash

Nonni e nipoti: un legame fatto di complicità, trasmissione di valori e sostegno.

A cui si dona la maggior parte della propria quotidianità: 3 nonni italiani su 10 (31,5 per cento) passano con i propri nipoti 3 o più ore al giorno, mentre il 23 per cento condivide momenti in loro compagnia per 1 o 2 ore al giorno.

Tempo che ha nella merenda del pomeriggio un appuntamento irrinunciabile di condivisione e ascolto, oltre che un momento importante da un punto di vista nutrizionale.

Più della metà dei nonni (52 per cento) indica nello spuntino pomeridiano il pasto che viene preparato più spesso da loro per i propri nipoti, seguito dal pranzo (45 per cento), dalla cena (26 per cento) e dalla colazione (14,5 per cento).

Si tratta, per lo più, di un momento condiviso: 4 nonni su 10 (41 per cento) fanno merenda spesso con i propri nipoti.

È quanto emerge dall’indagine Nonni e nipoti a merenda commissionata ad AstraRicerche da Unione Italiana Food, l’associazione che rappresenta le principali aziende produttrici di merendine italiane.

Lo studio, realizzato sulla base di 1.000 interviste a nonni di bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni evidenzia abitudini, percezioni e significati del momento della merenda di nonni e nipoti.

I nonni, come emerge dallo studio Unione Italiana Food-AstraRicerche, sono presenze attive nella quotidianità dei propri nipoti: educatori ma anche compagni di divertimento.

L’attività di gran lunga più diffusa è giocare insieme, indicata dal 63 per cento dei nonni italiani, mentre quasi la metà (49 per cento) sceglie di portarli al parco o all’aria aperta.

Non manca il supporto scolastico, con il 36 per cento dei nonni che segue i nipoti nello svolgimento dei compiti, mentre il 29 per cento li guida nelle attività extrascolastiche.

La merenda non è vista solo come un pasto, ma come un momento esclusivo per rafforzare la connessione e il legame affettivo: è quanto affermano 6 nonni su 10 (60 per cento).

Per il 47 per cento dei nonni questi momenti diventano anche spazio di ascolto e dialogo con i nipoti.

Un valore che si intensifica con il crescere dei bambini, trasformando la merenda in un vero e proprio rituale di condivisione familiare.

Oltre alla componente emotiva, i nonni italiani danno grande importanza all’aspetto nutrizionale della merenda: la metà di essi (50 per cento) presta attenzione alla sua preparazione, assicurandosi che sia equilibrata.

Per 3 nonni su 10 (30 per cento) lo spuntino pomeridiano è un momento utile per ricaricare le energie, in modo da svolgere al meglio le attività del pomeriggio.

Allo stesso tempo, la merenda è anche uno strumento di educazione alimentare: per il 29 per cento è l’occasione per trasmettere ai nipoti buone abitudini a tavola.

Le scelte degli alimenti per la merenda sono all’insegna della versatilità, in linea con le indicazioni nutrizionali che suggeriscono di alternare la merenda ogni giorno con prodotti diversi.

Tra gli alimenti preferiti dai bambini ci sono succhi di frutta e spremute (53 per cento), frutta fresca (45 per cento), yogurt (40 per cento) dolci fatti in casa (36 per cento), merendine (30 per cento) e biscotti (30 per cento).

I nonni, dal canto loro, tendono a preferire altre opzioni, pur condividendo alcune scelte con i nipoti: al primo posto per loro c’è la frutta fresca (45 per cento) seguita da yogurt (31,5 per cento), succo di frutta/spremuta (24,5 per cento) e dolci fatti in casa (18 per cento).

Le merendine, quindi, rappresentano una delle alternative per la merenda dei bambini ma, anche, in misura minore, dei nonni.

Emergono alcune differenze nella preferenza delle varie tipologie tra adulti e bambini.

Mentre i nonni tendono a prediligere – per sé – merendine più semplici (senza farcitura per il 31 per cento contro il 23 per cento dei nipoti) o a base di pasta sfoglia (27,5 per cento contro il 20 per cento dei nipoti), i nipoti mostrano una preferenza per quelle farcite (41 per cento contro il 24 per cento dei nonni) e per quelle a base di pan di spagna (28 per cento contro il 17,5 per cento dei nonni).

Mentre c’è un certo equilibrio nel caso delle merendine base pasta frolla (21 per cento dei bambini contro il 23 per cento dei nonni).

I nonni, chiamati a rispondere su come era la loro merenda da bambini, evidenziano come avesse tutto un altro sapore.

In primis prevaleva la preferenza del salato rispetto al dolce e le preparazioni casalinghe che vede al primo posto il tradizionale pane e olio (35 per cento) seguito dal dolce fatto in casa (30 per cento) e dal pane e pomodoro (29 per cento). A seguire indicano frutta fresca (21 per cento), biscotti (21 per cento) e piccolo panino con salumi e/o verdure (19 per cento).

In passato la merenda dei nonni si consumava prevalentemente a casa con i loro genitori (70 per cento). Tuttavia, il ruolo dei nonni già allora era importante, visto che un significativo 29 per cento indica nella loro casa il luogo della merenda. Mentre era molto più limitato di oggi il consumo fuori casa (21 per cento).

In generale, i nonni intervistati evidenziano una chiara evoluzione tra la loro merenda di quando erano piccoli e quella attuale, che si caratterizza per una maggiore varietà e disponibilità di prodotti (39 per cento) rendendo di fatto lo spuntino di oggi meno monotono.

Allo stesso tempo, oggi alla merenda viene attribuita una importanza senz’altro maggiore. Senza dimenticare che quasi un nonno su 3 (31 per cento) dichiara che quando era piccolo non si faceva sempre merenda.

Altra differenza importante è lo spostamento dal salato al dolce, con l’arrivo delle merendine confezionate, buone, porzionate e pratiche per far merenda anche fuori casa (19 per cento).

Oltre la metà dei nonni (52 per cento) dichiara che la merenda è una scelta condivisa tra loro e i nipoti.

Tra i restanti la divisione è abbastanza equilibrata tra chi lascia autonomia ai nipoti (18 per cento), chi si attiene alle istruzioni dei genitori (17 per cento) e chi decide autonomamente (13 per cento).

È quasi unanime (96 per cento) il riconoscimento della merenda come un’opportunità per trasmettere buone abitudini alimentari e valori educativi come il rispetto e la condivisione, confermando lo spuntino del pomeriggio come un momento di crescita e legame.

I valori trasmessi riguardano l’ambito affettivo (54 per cento), quello educativo (51 per cento) e quello alimentare (42 per cento). (Redazione)

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