In Cina Xi ha già invitato a un “ritorno ordinato” al lavoro

Xi Jinping (immagine di pubblico dominio)

Dobbiamo concentrarci sul contenimento e, allo stesso tempo, fare ogni cosa possibile per prepararci a una potenziale pandemia – ha detto Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms)  – Ogni Paese deve fare le sue valutazioni a seconda del proprio contesto. Anche noi lo faremo, monitorando 24 ore la situazione –  ha aggiunto, insistendo nel dire che – c’è necessità di misure cautelative, ma non di paura – e che, al momento – (il coronavirusresta ancora una epidemia“. Quel che allarma, però, è la diffusione del contagio, che ha trovato seri focolai negli ultimi giorni.

Siamo profondamente preoccupati per l’improvviso aumento dei casi in Italia, Iran e Corea del Sud – ha affermato il numero uno dell’ Oms nel briefing quotidiano – al momento fuori dalla Cina ci sono 2.074 casi in 28 Paesi e 23 morti“.

Nel Paese del Dragone gli infetti sono 77.362 casi e i morti 2.618 morti, e si abbassa la tensione. Il tasso di letalità stimato dall’Oms è “del 2-4 per cento a Wuhan e dello 0,7 per cento fuori Wuhan“. Un primo segnale positivo è maturato quando sei province della Cina hanno abbassato il livello di emergenza sul coronavirus, portandolo da 1, il più alto, a 2 o a 3: si tratta di Gansu, Liaoning, Guizhou, Yunnan, Shanxi (un pilastro della produzione di carbone) e Guangdong (la prima per export in Cina). La mossa segue l’invito di domenica del presidente Xi Jinping di un “ritorno ordinato” alle attività lavorative e produttive. (Redazione)

 

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