In arrivo la biennale del mondo globale

Manifesta 12 è un catalizzatore di energie culturali

di Carmela Corso

Da giugno a novembre sarà l’evento di punta di Palermo Capitale della Cultura, un catalizzatore di energie interculturali in grado di aprire alla città le porte del mondo. Manifesta 12 è già sulla bocca di tutti ma in pochi, ancora, sanno cos’è.

Manifesta è la più importante biennale nomade di arte contemporanea in Europa. Nata nei primi anni ’90 come risposta “naturale” al grande cambiamento politico, economico e sociale post guerra fredda focalizzato su una nuova integrazione europea. Sin dalle prime edizioni, Manifesta si è costantemente evoluta in una piattaforma per il dialogo tra arte e società in Europa, invitando la comunità culturale e artistica a produrre nuove esperienze creative in relazione al contesto in cui si svolge. Si tratta di un progetto culturale site-specific attraverso cui ristabilire un rapporto di dialogo, interscambio tra cultura e società.

Fondata ad Amsterdam dalla storica dell’arte olandese Hedwig Fijen, sotto la cui guida continua a tenere banco non solo in ambito europeo ma nel mondo, Manifesta è strutturata secondo un’impostazione di finanziamento individuale, gestita da un team permanente di specialisti internazionali. Diretta dalla stessa Fijen e da Peter Paul Kainrath, la squadra permanente è composta da Tatiana Tarragó, Paul Domela, Esther Regueira, Yana Klichuk, Marieke van Hal and Mikaela Poltz. Per l’edizione 2018, la più lunga durata tra quelle finora organizzate, il progetto curatoriale è affidato ad OMA (Office for Metropolitan Architecture), fondato nel 1975 dagli architetti Rem Koolhaas ed Elia Zenghelis insieme a Madelon Vriesendorp e Zoe Zenghelis. Il team, coordinato dall’architetto siciliano Ippolito Pestellini Laparelli, dal 2014 tra i nove lead partner dello studio OMA, conta la svizzera Mirjam Varadinis, interna al Kunsthaus di Zurigo e co-curatrice di TRACK (Gand, Belgio, 2012), l’architetto e artista spagnolo Andrés Jaque, fondatore dell’Office of Political Innovation, la regista e giornalista olandese Bregtje van der Haak, avvalendosi della collaborazione del direttore generale di Manifesta 12 Roberto Albergoni e dalla coordinatrice Francesca Verga.

Il tema della 12esima edizione di Manifesta, fiore all’occhiello dei Palermo Capitale della Cultura, sarà Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza, un progetto che già dalla titolatura dà la percezione di una manifestazione aperta, che spazia all’interno della città, tra il centro storico e le periferie attraverso progetti ed eventi, ogni giorno in costante aumento, che mettano in relazione l’assetto urbano, l’arte e la comunità che la vive. Il progetto conta già come partner l’ Accademia di Brera, Palermo e Stoccolma, con all’attivo collettivi artistici provenienti da Tunisia, Finlandia, Turchia, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Germania, Cina, Cuba e tanti altri in continuo aggiornamento.

Nel prossimo decennio, Manifesta si concentrerà sulla propria evoluzione da biennale d’arte contemporanea in piattaforma europea interdisciplinare volta ad esplorare e catalizzare un cambiamento sociale positivo in Europa attraverso la cultura contemporanea.

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