Il testamento solidale può sanare la frattura intergenerazionale

ph Logan Weaver on Unsplash

Alta capacità di spesa e propensione a uno stile di vita elevato: la cosiddetta Silver Economy oggi a livello globale è stimata in 7 trilioni di dollari all’anno. La pandemia da coronavirus ha colpito duramente la terza età e alimentato una frattura intergenerazionale, ma nell’ampia fascia di popolazione anziana risiede anche un formidabile volano per far ripartire economia e welfare. Anche attraverso lo strumento del lascito solidale, una scelta alla portata di tutti.

Si consideri che – nei prossimi 20 anni – la quota di persone over 65 supererà in Italia il 29 per cento (con un aumento di quasi 8 punti percentuali rispetto al 2016) e quella degli over 85 sarà oltre il 5 per cento.  

Secondo lo studio dell’Osservatorio Censis-Tendercapital su La Silver Economy e le sue conseguenze nella società post covid-19, la pandemia avrebbe creato una frattura tra le generazioni: da una parte gli over 65, i più colpiti, solidi economicamente, con vite appaganti e una riconosciuta utilità sociale, dall’altra i giovani, il cui contegno spesso irresponsabile mette a rischio le vite di genitori e nonni.

La frattura è stata comunque alimentata sia dai comportamenti corretti osservati durante il confinamento che hanno ulteriormente marcato la distanza fisica tra fasce di età e generazioni diverse sia dai conclamanti casi di cattiva gestione delle case di riposo.

Secondo lo studio, il 49,3 per cento dei millennial (il 39,2 per cento nel totale della popolazione) ritiene che, nell’emergenza, sia giusto che i giovani siano curati prima degli anziani, e il 35 per cento dei giovani (il 26,9 per cento nel totale della popolazione) sentono il proprio futuro messo a rischio dalla fetta di spesa pubblica dedicata agli anziani.

Eppure, come emerge dal rapporto, i longevi sono motore della vita collettiva e anche oggi, nella fase post covid-19, gli anziani guardano al proprio futuro e a quello della propria famiglia con meno pessimismo e più fiducia degli altri: il 32,8 per cento si dice ottimista, contro il 10,4 per cento dei millennial e il 18,1 per cento degli adulti. Analogamente, le persone anziane sono anche le più ottimiste sulle chance di ripresa dell’Italia (20,9 per cento), mentre crolla in questo caso la fiducia dei più giovani (4,9 per cento).

Da un sondaggio su un campione di 700 notai – realizzato dal Comitato Testamento Solidale in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato – si evince che il trend è già in atto: sempre più italiani scelgono il testamento solidale o guardano a questa possibilità con interesse.

Il Comitato Testamento Solidale, coordinamento di 22 tra le più importanti organizzazioni attive in Italia nel Terzo Settore con l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla scelta di lasciare una traccia di sé anche dopo la morte, per sostenere una causa benefica e aiutare chi ne ha più bisogno,  ha lanciato la Campagna “Cosa vuoi fare da grande?”. Accedendo al sito è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti e le iniziative realizzate dalle associazioni non profit e scaricare la guida.

Nella fascia over 55, quasi 1,5 milioni di persone è intenzionato concretamente ad inserire nelle ultime volontà un lascito solidale. A donare attraverso un lascito solidale sono soprattutto le donne, in oltre il 60 per cento dei casi, quasi 2 Italiane su 3. In larga parte, il fenomeno riguarda donazioni di medie e piccole entità: in oltre il 50 per cento dei casi, riportano i notai italiani, il valore del lascito è sotto i 20mila euro, mentre Il 25 per cento ammonta a una cifra compresa tra i 20mila e i 50mila euro. Solo una piccola fetta dei lasciti effettuati, pari all’8,5 per cento, va oltre i 100mila euro.  

 

vedi

Lega del Filo d’Oro pioniera del testamento solidale

 

 

 

 

Lascia un commento