Il Teatro di Verdura ha un futuro

Il Teatro di Verdura visto da viale del Fante

La piana dei Colli è uno dei territori più carichi di storia e di mistero della capitale della Sicilia. A marcare l’ingresso in uno dei luoghi più emblematici tra quelli di cui è costellata ci sono due sfingi di pietra.

Varcata la soglia ecco il Teatro di Verdura, dove la verzura è l’elemento tipico dei giardini all’italiana in cui – dal XVIII secolo – le quinte, la scenografia e gli altri elementi erano interamente vegetali, mentre il palcoscenico consisteva, di solito, in un praticello rialzato.

Il padiglione con pronao ai fianchi e i telamoni che sorreggono l’architrave, la fontana ottagonale che ha al centro la statua di Ignazio Marabitti chiamata Armonia, le due vasche minori con papiri e ninfee sono elementi che si ripetono nell’estetica palermitana.

Per decenni il “Verdura” ha ospitato le rappresentazioni estive del Teatro Massimo tra le quali l'”operetta” resta quella più frequentata e popolare.

Faceva, inizialmente, parte di un ampio parco di proprietà del principe di Castelnuovo. La tenuta venne, poi, venduta e il nuovo proprietario realizzò un frassineto, un agrumeto, un oliveto e un pistacchieto e creò un giardino ornamentale.

All’interno erano presenti tre grandi viali contornati da cipressi, due padiglioni, una foresteria ed una seconda abitazione oltre la villa principale.  

Nel 1808 la tenuta venne ereditata da Carlo Cottone che realizzò un istituto agrario privato per l’istruzione, la ricerca e la sperimentazione. Successivamente, nel 1819, venne commissionato ad Antonio Gentile un ginnasio.

Nel 1829 passò a Ruggero Settimo. Quando, nel 1847, venne inaugurato l’istituto, il parco fu diviso in due parti: una destinata alle attività didattiche e un’altra al giardino ornamentale. Furono, poi, soppressi i due viali trasversali, aboliti il frassineto ed il pistaccheto e ridisegnate le aiuole.

Nel 1955 il parco diventò proprietà dell’Opera Pia Castelnuovo, dalla quale l’Ente Autonomo Teatro Massimo – che gestisce il tempio palermitano della lirica, affittò l’area del giardino ornamentale creando il teatro. Questa è la configurazione che, ancora adesso, mantiene.

Dall’agosto 2010 il teatro non è più di pertinenza del Teatro Massimo. Nel 2020 la pandemia ha fermato la sua attività e l’estate non ha visto accendersi le luci ne gli avventori immergersi nella sua elegante e sofisticata atmosfera.

L’area del vecchio parco ha mantenuto, in parte, la sua configurazione grazie anche alla presenza del Parco della Favorita. Una matrice comune identifica il territorio come destinazione privilegiata per attività ludiche, spettacolo dal vivo e sport oltre che spiccatamente legato alla vocazione più profonda e peculiare della città. (Redazione)

 

vedi

Apertura straordinaria del portale di Villa Castelnuovo

 

 

 

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