Il Pitesai? Base per ripartire

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Con l’approvazione del Pitesai, il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (un corposo e dettagliato documento di circa 200 pagine) il governo pone fine alla moratoria per le attività di prospezione, esplorazione e ricerca di idrocarburi a terra e a mare. Ovvero da il via libera a nuove trivellazioni.

Tale atto ha, alla sua base, un orientamento volto ad un progressivo ma rapido aumento della produzione nazionale di energia, già individuato tra gli strumenti disponibili per arginare l’impennata senza precedenti dei prezzi e invertire – dopo anni di accresciuta dipendenza da paesi extraeuropei – la rotta, dirigendo verso una maggiore indipendenza. Il momento è di alta tensione geopolitica.

La svolta ha suscitato immediate reazioni positive, soprattutto nell’area del Ravennate, dove era tanto attesa.

Finalmente il tanto atteso Pitesai è stato approvato: dopo anni di incertezze, ora c’è quantomeno un quadro chiaro e definito in cui potersi muovere e pianificare il futuro di un settore vitale per l’economia del territorio romagnolo e nazionale.

In attesa di approfondire un documento molto corposo e tecnico, vale la considerazione che la certezza delle regole è il prerequisito indispensabile a qualunque intervento: per questo motivo, i continui rinvii del piano hanno congelato in questi anni importanti opportunità di investimento in nuove attività.

Una sospensione resa ancora più drammatica dall’esplosione dei prezzi del gas sul mercato nella seconda parte del 2021: ora, accanto all’auspicato revamping dei pozzi autorizzati nel breve termine, si può ragionare nel medio e lungo termine su nuove autorizzazioni, per renderci energeticamente meno dipendenti dalle importazioni e impostare una strategia composita e lungimirante che davvero ci guidi nella transizione energetica” recita una nota di Confindustria Romagna. (Redazione)

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Aumentare l’estrazione di gas