Il Papa con il Libano

ph Marten Bjork on Unsplash

Si è aperta in Vaticano la Giornata di preghiera per la pace nel Libano indetta da Papa Francesco. Il paese dei cedri, un tempo esempio di unità e tolleranza grazie, soprattutto, alla presenza della chiesa cristiana maronita, attraversa una gravissima crisi politica, economica e sociale.

A Casa Santa Marta, Bergoglio ha salutato i responsabili delle comunità cristiane libanesi e i membri delle delegazioni: il cardinale Bechara Boutros Rai, patriarca di Antiochia dei maroniti, Youhanna X, Patriarca greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, Ignazio Aphrem II, Patriarca siro-ortodosso di Antiochia, Aram I, Catholicos di Cilicia degli Armeni; Ignazio Youssef III, Patriarca siro-cattolico di Antiochia, Youssef Absi, Patriarca di Antiochia dei greco-melkiti, il reverendo Joseph Kassab, presidente del Concilio supremo delle comunità evangeliche in Siria e Libano e il vescovo di Beirut dei Caldei, Michel Kassarji.

Con loro c’erano anche il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, l’arcivescovo Joseph Spiteri, nunzio apostolico in Libano, e l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. (Redazione)

vedi

Beirut, Wojtyła e il bisogno di una nuova unità (di Sergio Scialabba)