Il nuovo governo, il ruolo del Sud e la città

Leoluca Orlando

(Sergio Scialabba) Oltre un anno fa, durante la cerimonia di ricordo dell’istituzione della Corte dei Conti in Sicilia, il sindaco Leoluca Orlando sottolineò l’esigenza di “pretendere dallo Stato e dalla Regione il rispetto del metodo della programmazione nelle politiche finanziarie e di settore: ad esempio, in settori delicatissimi come quello dell’acqua o dei rifiuti o, ancora, nel settore chiave delle politiche e degli interventi sociali.”

Ecco perchè l’attuale frangente, nel quale si appresta a entrare in carica un nuovo governo nazionale nel segno della discontinuità con quello contrassegnato da una inedita alleanza tra estremi, diventa, forse, decisivo per le sorti della città. Anche perchè Orlando, oltre che sindaco, è iscritto al Partito Democratico, formazione che sta per diventare azionista del nuovo esecutivo.

Lo sviluppo e la sicurezza temi centrali per gli enti locali

Sul fronte dei servizi certamente il problema dei rifiuti è quello che salta subito agli occhi. Su questo, il nuovo ministro dell’Ambiente dovrebbe, perlomeno, dare una linea di indirizzo chiara. E il coraggio che, finora, è mancato a tutti. Poi ci sono le vertenze, la più grave delle quali è quella Almaviva, la prima azienda privata della città dove sono a rischio tra mille e duemila posti di lavoro. Il settore delle telecomunicazioni richiede, però, una visione strategica, in vista dell’avvento delle nuove tecnologie. Conte ha già palesato degli orientamenti che dovrebbe confermare vedi NEWS | Conte: “Il rapporto con la Cina una grande opportunità per tutti”.

 

È stata avanzata la proposta di un piano per la sicurezza urbana: sul tema il governo dovrebbe cambiare strada rispetto al precedente. A questo si connette quello delle cosiddette periferie. In realtà, si dovrà riaprire la questione degli enti locali in modo nuovo, con una prospettiva diversa rispetto a quella, finora, valutata con la lente del contratto di governo.

particolare di piazza della Vergogna

Abbiamo dovuto attendere la Corte Costituzionale – ha detto, nel maggio del 2018, Orlando  – per affermare che, nella politica dei tagli di spesa, occorre condivisione e gradualità e non può essere tale da rendere impossibile lo svolgimento delle funzioni degli enti in questione. Se questi sono gli ideali e i principi a cui ci ispiriamo oggi, non possiamo chiedere alla Corte dei Conti meno controlli e una maggiore benevolenza; non possiamo chiedere al Parlamento norme accomodanti che servono soltanto a rinviare la resa dei conti.”

Il nuovo governo dovrà dare risposte a tutti, senza buona parte  del consenso popolare localizzato in alcune aree del paese. Ma forte dell’appoggio delle istituzioni pubbliche nazionali e sovranazionali, anche finanziarie. Che dovrebbero avere a cuore le sorti delle aree svantaggiate del continente europeo. O, comunque, restituire al Mezzogiorno il sostegno alla stabilità che l’Italia si appresta a garantire ai propri partner occidentali.

 

vedi

I sindaci rompono con Giuseppe Conte

L’insostenibile leggerezza del Comune

 

 

 

Lascia un commento