Il grande gap

 

L’ esterno della biblioteca di Casa Professa

(Sergio Scialabba) Dal 1 dicembre 2018 è possibile accedere a Internet dentro la Biblioteca Comunale di Casa Professa, grazie alla tecnologia WiFi, la ormai arcinota tecnologia per reti locali senza fili. Questo servizio amplia la dotazione offerta dall’ antico e prestigioso, nonchè ricco di preziosissimi volumi, polo culturale che sorge a Ballarò, nel cuore del vecchio centro. Grazie al sistema di accesso e trasmissione dati a banda larga wireless, predisposto dalla Sispi, la società che si occupa di informatica per conto del Comune, è possibile accedere gratis a internet col notebook, lo smartphone o il tablet tramite access-point WiFi nei locali destinati al pubblico: sala di front-office, sala Amari, sala storica di lettura e, anche, nello spazio all’ aperto dell’atrio ampliandone le possibilità di utilizzo. Proprio intorno alla cultura e allo sviluppo ad essa legato, l’ Istat, alla fine del mese di ottobre, ha dedicato un focus alla capitale della Sicilia. Luci e ombre, come sempre, e qualche dato che fa riflettere.

Una sala di Palazzo Abatellis

Certamente Palermo è una città vivace e si vede, ma su mostre ed esposizioni temporanee, spettacoli dal vivo e iniziative di animazione culturale, attività didattiche, corsi e laboratori, nonchè attività di studio o ricerca può fare di più. Cionondimeno i visitatori sono cresciuti. Del 13,6 per cento tra il 2016 e il 2017 e, certamente, l’ anno della cultura è servito. Ma ci sono evidenti ritardi che gli istituti culturali debbono colmare se intendono competere a livello internazionale. Solo il 44 per cento di essi è dotato di personale che parla la lingua inglese a fronte di circa il 60  della media nazionale. Quando,  ormai, i flussi turistici sono globali e gran parte di essi vengono dalla Russia e dall’ Estremo Oriente e sono, quindi, richieste competenze linguistiche aggiuntive.  Inoltre, solo il 56 per cento di musei e altre istituzioni dispone di materiale informativo per stranieri.

Sul fronte delle nuove tecnologie per la comunicazione e l’informazione?  Nel 2015 solo il 40 per cento dei musei e istituti similari disponeva di un sito web dedicato alla struttura espositiva (55,8 per cento la media italiana). Anche i servizi telematici per il pubblico sono in ritardo: solo il 4 per cento dei musei offre un servizio di biglietteria online, una quota più alta della media regionale (meno del 2 per cento), ma, comunque, inferiore alla pur modesta quota nazionale (6,4 per cento). Lo stesso vale per la dotazione di connessione Wi-Fi. Sul fronte dei social media, i musei palermitani appaiono allineati con la media regionale e nazionale. Oltre uno su tre è presente nel mondo digitale con Facebook, Twitter, Instagram. D’altra parte, i musei palermitani si distinguono per la capacità di attrarre il pubblico dei giovani. La quota di visitatori tra i 18 ed i 25 anni (16 per cento è, infatti, molto superiore sia alla media regionale (13,5 per cento) che a quella nazionale (14,4 per cento).

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