Il Gattopardo è ancora vivo

un fotogramma del celebre film tratto dal celeberrimo romanzo

(Carmela Corso) Il 28 marzo 1963 veniva proiettato nelle sale “Il Gattopardo”, il film culto di Luchino Visconti tratto dal sempiterno omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa del 1958, con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale: una fotografia epocale, puntuale e raffinata della Sicilia di fine Ottocento, catturata in tutta la sua essenza in un periodo storico di passaggio da un regime ad un altro.

Per celebrare i sessant’anni della pubblicazione di una delle pietre miliari della letteratura moderna, la Biblioteca centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace” ospita dall’8 novembre al 7 dicembre, “Il set del Gattopardo in 300 immagini”, la mostra realizzata in collaborazione con BC Sicilia, Centro studi La Donnafugata del Gattopardo, Assessorato Beni Culturali e Identità Siciliana, Dipartimento Regionale Beni Culturali e Comune d Palermo.

Oltre 300 fotografie che raccontano, un fotogramma dopo l’altro, le fasi di lavorazione, il backstage e piccoli aneddoti di uno dei capolavori della cinematografia italiana: 26 pannelli, che immortalano in un percorso espositivo che cavalca i ricordi, i sopralluoghi del produttore Goffredo Lombardo, fondatore della Titanus, storica casa cinematografica italiana, il fotografo di scena Giuseppe Rotunno e il musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, impegnati nella costruzione del set di Donnafugata: dal palazzo del principe di Salina, alla celebre balconata, e l’arrivo a Ciminna di parte del cast,da Rina Morelli a Claudia Cardinale.

Nella seconda parte, una serie di immagini incentrate sulla vita del principe, sul quotidiano del popolo di Donnafugata e alcune scene riguardanti la figlia del sindaco, Angelica interpretata dalla stessa Cardinale.

Alcuni pannelli sono, inoltre, dedicati alle scene di caccia del Principe insieme Ciccio Tumeo girate in esterna nelle campagne di Donnafugata.

L’ultima sezione è , invece, riservata al backstage, che mostra alcuni momenti fuori scena tra il regista Luchino Visconti e Burt Lancaster per la preprarazione di alcune scene, lo stesso Visconti che spruzza sul viso di Rina Morelli – la Principessa Maria Stella Salina, moglie di don Fabrizio – del borotalco per ricreare e rendere ancora più verosimili gli effetti di lungo viaggio in carrozza o la chiesa madre invasa da riflettori e operatori.

In esposizione anche foto di scena, di riprese tagliate nella fase di montaggio e della grande mole di persone impegnate a vario titolo dietro le telecamere, tra comparse, truccatori, fotografi, elettricisti: tutti tasselli di un imponente e maestoso mosaico che hanno conferito al Gattopardo il potere e il fascino dell’immortalità.

La mostra sarà fruibile fino a venerdì 7 dicembre, ad ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 19.

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