Il futuro delle periferie ruota intorno ai tesori

Acqua dei Corsari

Nella II Circoscrizione c’è una città che trascolora nel mito: Ciaculli, Croceverde Giardina dove si possono ancora ammirare resti di edilizia ottocentesca contadina e sentire nell’ aria il fascino eterno degli agrumeti palermitani, insidiati dall’ edilizia del secolo scorso, ma che non è mai riuscita a rubarne l’ anima. E se Palermo un giorno dovesse riuscire a ritornare quella che non è più, la sua rinascita non potrà non passare dalla Conca d’ Oro, che anche nel nome riconduce all’ idea della città materna e tollerante.

il Ponte Ammiraglio

Non è certo per usare un termine che evoca emarginazione e degrado ma, anche se hanno conservato memoria del passato e senso della comunità, Settecannoli o Acqua dei Corsari soffrono la distanza dal centro e l’ amministrazione fatica a raggiungerli nelle cose essenziali: l’ illuminazione è carente in tanti vicoli e traverse e le discariche abusive sorgono spontaneamente anche se ormai fanno compagnia le tante nate nelle ultime settimane di emergenza rifiuti. Brancaccio resta il quartiere delle contraddizioni, il luogo in cui fu ucciso padre Pino Puglisi nel più tragico dei delitti di mafia mai compiuti. Dove si rese manifesta la rottura dell’ organizzazione criminale con la Chiesa cattolica.

il Forum

E’ quella l’ area industriale per eccellenza ed è stato realizzato qui il più grande centro commerciale della Sicilia occidentale, il Forum con i suoi cinema all’ avanguardia, i tanti ristoranti e le notti bianche che accolgono visitatori da ogni dove attratti dallo shopping e non solo. Se nei trasporti spicca la linea 1 del tram che perfora per intero tutta l’area collegando proprio il centro commerciale alla Stazione Centrale è, al momento, una semplice ipotesi la riqualificazione del fiume Oreto di cui si è parlato, di recente, in un incontro al quale ha preso parte il vicesindaco Sergio Marino.

Sergio Marino

Più concreta la realizzazione di un polo museale universitario aggregando ad altri siti museali le risorse contenute nel leggendario Orto Botanico, struttura museale e universitaria insieme e il meno noto ma altrettanto raffinato Museo Zoologico P. Doderlein, due strutture la cui identità si formò negli anni in cui la città era un centro di rilievo internazionale nel campo della ricerca scientifica. E che, oggi, diventano centri non solo universitari ma anche attrazioni turistiche che si affiancano a beni come la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi, il ponte dell’ Ammiraglio o il Castello di Maredolce, capolavori di ibridazione appartenenti a un passato difficile da eguagliare. Ma che si ha l’ obbligo giuridico e morale di conservare. E, forse, il diritto di mettere a reddito, modernizzando i servizi per garantire una fruizione all’ altezza di un valore storico ed estetico impossibile da misurare. (Sergio Scialabba)

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