Il disagio nelle carceri genera vittime

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Alla penosa condizione dei detenuti sfociata recentemente in protesta e fuga si aggiunge il disagio della polizia penitenziaria.

Le carceri continuano dunque ad essere una pentola a pressione, lo specchio che riflette, dilatandone i contorni, la crisi sociale e del diritto senza precedenti che attraversa il nostro paese. Resa ancora più drammatica dalla constatazione che proprio all’Italia la civiltà deve le considerazioni intorno alla pena e alla prigionia, intorno all’uomo e alla sua fragilità.

L’ennesimo suicidio – il terzo avvenuto in Italia nel mese di agosto  – di un agente in servizio presso la casa circondariale di Pagliarelli attesta esserci una vera e propria emergenza.

A questo punto non servono soltanto nuove strutture e più mezzi, edilizia e denari, ma una profonda revisione del sistema che tenga conto dei mutamenti avvenuti nelle donne e negli uomini.  E delle esigenze di chi assolve a compiti e ricopre funzioni che non vengono tenuti nella giusta considerazione e la cui delicatezza spesso non viene compresa. (Sergio Scialabba)

 

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