Il coronavirus “uccide” il carcere duro, nato con le stragi del ’92

ph Denny Muller on Unsplash

Un detenuto in regime di carcere duro, cosiddetto 41 bis, l’inferno del 41 bis, ha lasciato il carcere. Il caso rende possibile la replicazione di questa eventualità per soggetti nella stessa condizione.

È l’emergenza epidemiologica covid-19 che ha fatto scoppiare le contraddizioni contenute nella misura, estremamente rigida, prevista per persone incarcerate per reati di criminalità organizzata, terrorismo, eversione e, quindi, particolarmente gravi.

L’eccezionalità del carcere duro venne meno perchè si verificarono fatti eccezionali: le stragi del 1992. Nel corso degli anni, tanti dubbi sono stati sollevati intorno al carcere duro. Ad essere violato potrebbe esserci stato, e tante volte, il principio del rispetto della dignità umana.

La crisi del coronavirus ha messo in luce le carenze del sistema carcerario italiano. Da ciò deriva, tecnicamente, il provvedimento di scarcerazione. Ma la fine del carcere duro ha molti padri. (Sergio Scialabba)

 

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