Il coronavirus invade Pagliarelli

il carcere di Pagliarelli

Che la pandemia – come del resto si verifica in tutte le analoghe emergenze in secoli di storia – avrebbe fatto precipitare la già complessa situazione nelle carceri lo avevano capito per primi i detenuti.

Il carcere di Pagliarelli come quello dell’Ucciardone, sono stati, infatti, tra i protagonisti della protesta simultanea scoppiata in tutta Italia nel mese di marzo.

Adesso i numeri parlano chiaro: decine di agenti di polizia penitenziaria avrebbero contratto il covid-19. Le autorità sanitarie sono pronte a testare a tappeto la popolazione carceraria, agenti e amministrativi.

Il virus sembra, dunque, essere destinato a cambiare, oltre che l’approccio all’ambiente, al lavoro e all’organizzazione dell’impresa, anche il mondo delle carceri.

È, in ogni caso, triste constatare che – nelle forme violente e disperate che si sono viste – i primi a rendersene conto e a manifestarlo nelle forme che si sono viste siano stati proprio coloro che vivono (e qualche volte ci muoiono) il dramma di essere dietro le sbarre. Che le carenze delle istituzioni pubbliche e la scarsa sensibilità sociale rendono ancora più penoso. (Redazione)

 

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