Il Cassaro tra fioriere e turismo alternativo

il nucleo bici

Nessuno avrebbe mai pensato che la strada più antica della città sarebbe diventata il paradiso di runner, suonatori e artisti di strada, degli studenti dei licei che vi gravitano intorno, cellule di una vita culturale intensa e di elevata qualità che, a volte, non perfora il sistema dell’ informazione cittadina. C’è ancora strada da fare ma ogni giorno apre una nuova bottega artigiana o una gastronomia – quasi sempre nel segno della tradizione –  che convivono con le trattorie e i negozi di sempre, le gioiellerie storiche e le vetrine di libri usati. Fioriere e arredi urbani allestiti – per la verità – un pò sans façon. Modelli alternativi – bed and breakfast – di ospitalità per i turisti attesi in massa nell’ anno in cui Palermo è capitale italiana della cultura. Ci sono le piste ciclabili ma che vengono ostinatamente percorse dai pedoni e percorsi pedonali che vengono, con altrettanta convinzione, invasi dalle biciclette. Qualcuno cerca il bancomat, perchè in zona non ce ne sono se non quelli stagionali. Dettagli che fanno sorridere i tanti che hanno comprato casa negli anni passati e, oggi, si godono la rinascita della città antica. E ricordano il brutto carattere dei cocchieri che, ormai, masticano, persino,  qualche frase in inglese o francese, quel tanto che basta per rimorchiare il turista di passaggio. Il problema della sicurezza c’è come ovunque.  La vigilanza è del nucleo bici, la pattuglia di agenti appositamente istituita per muoversi agevolmente e monitorare l’ area pedonale, che si serve delle due ruote – anche a pedalata assistita  – e che sarà certamente potenziata per ampliarne il raggio di azione. Il recupero del centro storico passa, infatti, attraverso la pedonalizzazione, da estendere anche al Cassaro basso e alla via Maqueda fino alla Stazione centrale. (Sergio Scialabba)

piazza Vigliena

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