Il “cambio culturale” non è confermato dai numeri

Il numero di spettacoli ogni 100 abitanti vede un dato in controtendenza della capitale della Sicilia rispetto a un quadro sconfortante

Quali sono le città più dinamiche dello Stivale? Dodici indicatori rilevano l’attrattività turistica, alcuni servizi per lo svago della popolazione e l’offerta culturale. Il Sole 24 Ore, quotidiano di riferimento della Confindustria e del mondo produttivo italiano, ha pubblicato i dati relativi al tempo libero. L’indice verrà, successivamente, utilizzato per comporre la fotografia della qualità della vita nel 2019 che, quest’anno, festeggia le trentesima edizione.

Una mappa che vede il Centro-Nord, il Nord e il Nord-est le aree più avanzate, con il Sud a macchia di leopardo, come sempre. Le provincie oggetto del sondaggio sono 107, e Palermo, nella classifica finale, risulta al 78° posto. Fatta eccezione per il Teatro (spettacoli ogni 1000 abitanti) dove si mantiene un dignitoso 27° posto e per mostre ed esposizioni (anche qui ogni 1000 abitanti) dove si sale ancora al 14° posto, la città si colloca sempre nella seconda metà della classifica.

Le performance peggiori nello Sport (eventi ogni 1000 abitanti): 103° posto, Ricettività e Natura (agriturismi ogni 1000 abitanti): 104° posto e Ristoranti e Bar ogni 100mila abitanti dove la capitale fa peggio di tutti gli altri: è, infatti, all’ultimo posto. Rimini è la città più performante della nazione, numero uno per densità turistica (presenze per chilometro quadrato), Massa Carrara è la capitale delle librerie, Verona della spesa pro capite per gli spettacoli. Il “cambio culturale” sbandierato per la capitale della Sicilia è una espressione propagandistica. Palermo non sviluppa, nel vero senso del termine, le sue enormi potenzialità legate alla dotazione di beni artistici e archeologici, al clima, alla cultura e alla socialità.

Abbiamo scritto più volte a proposito della crisi di identità della quinta città d’Italia, centro della Sicilia e punto di confronto, trampolino di lancio di tendenze in tutti i campi, a cominciare dalla politica. A volte sorniona, austera, sofisticatissima, governata segretamente da menti avvertite e collegata altrettanto segretamente a tutti i posti del mondo dove si prendono decisioni importanti. Ma l’identità si costruisce attraverso messaggi autentici. Per essere chiari, senza dire bugie su uomini e cose a se stessi e agli altri. L’attrattività passa attraverso valorizzazione dei talenti e servizi, non costringendo gli individui più dotati di capitale umano a cercare posti diversi dove andare a vivere, studiare e lavorare, nè scegliendo di non scegliere per paura di sbagliare o per convenienze effimere. Aspettiamo tempi migliori. (Sergio Scialabba)

 

 

Lascia un commento