Il 2022 sarà un anno di importanti scadenze elettorali

ph Liubov Ermolaeva on Unsplash

Il 2022 sarà un anno di scadenze importanti. Intanto, a febbraio, il Parlamento in seduta comune eleggerà il presidente delle Repubblica. Ogni mossa, già da ora, ha sullo sfondo le intese finalizzate a un accordo sulla scelta del nuovo capo dello Stato. Com’è noto, difficilmente i pronostici vengono rispettati.

Dopo qualche mese, a Palermo si voterà per il sindaco. L’attuale primo cittadino della capitale della Sicilia amministra da moltissimo tempo, anche se con pause più o meno lunghe. La scadenza presenta, dunque, non pochi elementi di interesse. A cominciare da quello, evidente, della chiusura di una lunghissima fase della politica cittadina.

In questo senso, il declino del leaderismo nella politica nazionale e la necessità di trovare nuovi assetti che – anche in chiave europea – sterilizzino gli eccessi di radicalismo potrebbe (dovrebbe?) avere un riflesso a livello municipale.

Sebbene il sindaco sarà ancora legato da un rapporto diretto con il corpo elettorale sembra, ormai, tramontato il tempo della politica urlata e del personalismo. Certamente non troveranno grandi adesioni. Piuttosto, occorrerà un paziente e concreto lavoro di riorganizzazione degli apparati pubblici e di ricostruzione materiale.

In prossimità della fine dell’anno 2022 si voterà per il rinnovo dell’Assemblea Regionale e per il vertice di Palazzo d’Orleans. Anche al nuovo presidente della Regione Siciliana toccherà un compito difficile. Si tratta, infatti, di completare il traghettamento verso un nuovo modello istituzionale che, in parte, è stato avviato in questi anni.

Tutto dipenderà da che volto avrà la nuova Europa e da quello della nuova Repubblica. La fisionomia di entrambe subirà particolarmente l’influsso della politica e della società uscite dalla pandemia.

I tre momenti indicati hanno legami più o meno evidenti e il 2022 segnerà una tappa importante della storia della città e della Sicilia. Il cui valore sarà enfatizzato dai mutamenti epocali del contesto nazionale e continentale. Ciò non di meno, i semi sono stati gettati tanto tempo fa e le costanti della società e della cultura persistono. Ovunque ma, soprattutto, dalle nostre parti. (Sergio Scialabba)

 

 

 

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