Ia applicata alla sanità cresce del 40 per cento ogni anno

Immagine di Jonathan Borba per Unsplash

Il mercato europeo dell’intelligenza artificiale può crescere dai 56,7 miliardi di euro del 2025, fino a raggiungere i 316,3 miliardi entro un quinquennio.

Raggiungendo così entro la fine del 2030 una crescita del + 457 per cento, con un tasso di incremento annuale composto (Cagr) del + 33,2 per cento nel medesimo periodo.

La proiezione, recentemente pubblicata da Grand View Research, disegna così un futuro brillante per il panorama continentale dell’Ia, che ha celebrato a Milano la settima edizione della AI WEEK, il principale evento divulgativo sull’argomento proprio a livello europeo, dove è rappresentato oltre il 40 per cento del fatturato dell’Ia nel vecchio continente, per un totale di oltre 20 miliardi.

All’interno del rapporto di Grand View Research sono analizzati, anche i settori che presentano le maggiori prospettive di sviluppo nell’impiego dell’intelligenza artificiale.

Tra gli altri, sempre secondo il rapporto si tratta, in particolare, del segmento della pubblicità, del marketing e dei media, che ha registrato la quota maggiore di fatturato, pari al 17,4 per cento del totale (la cui crescita è guidata anche dai crescenti investimenti nelle tecnologie di Ia in tutto il settore), e del settore della sanità, per la quale si prevede il tasso di crescita annuale più elevato, pari al 40 per cento fino al 2030.

Tale prospettiva che si lega all’aggregazione dei dati sanitari, proveniente da una vasta gamma di fonti, tra cui cartelle cliniche elettroniche (Ehr), dispositivi biometrici indossabili e scansioni di imaging medico, oltre che sull’adozione di nuove tecnologie per contrastare la carenza di operatori sanitari).

Gli esperti sono convinti che, in questo scenario, una sempre maggiore divulgazione di una cultura dell’intelligenza artificiale possa essere un vettore strategico di crescita. 

“Ignorare il fatto che la divulgazione di una cultura dell’intelligenza artificiale in maniera più diffusa possibile sia, in questo scenario, di primaria importanza per il sistema-Italia e il sistema-Europa, rischierebbe di trasformarsi in un vulnus non sanabile.

L’Ia, piaccia o meno, non è il futuro, ma ormai il presente delle principali economie mondiali. L’Europa e l’Italia, da questo punto di vista, presentano ancora enormi margini di crescita: dalle competenze alla conoscenza dell’argomento, dall’impiego delle tecnologie alla loro padronanza.

Se il nostro continente saprà essere leader in questo campo lo decideranno diversi fattori. 

Non ultimo è appunto quello della capacità di divulgare, ai più ampi strati del tessuto produttivo e della popolazione in generale, una conoscenza dell’Ia che vada oltre la demonizzazione e, al contempo, l’entusiastica e acritica accettazione: conoscere gli strumenti, oggi, è fondamentale tanto quanto lo fu, probabilmente, imparare a guidare un’auto per le generazione cresciute dagli anni Trenta agli anni Cinquanta del secolo scorso”.

A dirlo Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la più grande community italiana sul tema, dedicata a imprenditori e manager e creatori proprio del successo internazionale della AI WEEK.

Per l’Europa i margini di crescita sono importanti: secondo le proiezioni di Market Research Future, se il Nord America continua a dominare il mercato globale dell’intelligenza artificiale, detenendo una quota significativa pari al 53,8 per cento nel 2024 (ultimo dato disponibile per il report), l’Europa si attesa, per ora, “soltanto” al 25,9 per cento.

Che, a livello continentale e istituzionale il tema sia preso molto sul serio lo dimostrano, tra le altre, la presenza alla AI WEEK sia della Commissione Europea (con la commissaria Ue per le Start-up e l’Innovazione, Ekaterina Zaharieva e le italiane Lucilla Sioli, direttore dell’Ufficio europeo per l’IA, e Maria Cristina Russo, vicedirettore dell’Innovazione, la Prosperità e la Cooperazione internazionale) sia del governo italiano, rappresentato dal ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.

L’appuntamento che ha avuto luogo negli spazi di Fiera Milano Rho e che ha attirato quasi 30mila partecipanti, ha visto inoltre la partecipazione di oltre 700 speaker da tutto il mondo (tra i quali emergono Llion Jones, Cto e Co-Founder di Sakana AI e Gian Segato, Data Science Manager for Research di Anthropic) su 17 palchi differenti, alternando leader visionari ed esperti di settore.

Più che una semplice fiera, l’AI WEEK si configura come un’esperienza immersiva che combina formazione d’eccellenza e networking di alto livello, offrendo masterclass e sessioni pratiche mirate a rendere ogni business più competitivo e sostenibile grazie allo stretto contatto con i veri protagonisti della rivoluzione digitale. (Redazione)

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