I nodi al pettine del trasporto aereo uniscono sindaci e Regione

lo scalo di Punta Raisi

(Sergio Scialabba) Il presidente della Regione Nello Musumeci e una delegazione di trenta sindaci di tutta l’Isola guidata dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, hanno aspramente criticato l’Alitalia e sottoscritto un documento a firma congiunta che verrà inviato al governo nazionale. 

Un’assemblea tenutasi nell’aeroporto Falcone e Borsellino ha denunciare quanto – da tempo immemore – tutti sanno e hanno finora tollerato: politica tariffaria inaccettabile, disimpegno sulla Sicilia e sugli aeroporti minori e, più genericamente, scarsa sensibilità verso le political issues siciliane.

Nello Musumeci

L’emergenza covid-19 anche in questo caso ha accelerato l’evoluzione delle cose e adesso sembrano proprio venuti al pettine i nodi del trasporto aereo. Se non altro, le forze unite al di la dell’identità politica nel segno della Sicilia rappresentano, certamente, un segnale positivo.

La compagnia aerea è accusata di una “inaccettabile radicale riduzione e, in alcuni casi, perfino la soppressione, delle tratte operate da e per la Sicilia“. La richiesta formulata da Musumeci è molto precisa: una tariffa aerea unica per i siciliani. Il messaggio è diretto a Roma al governo Conte.

Alitalia ritira la disponibilità a collegare l’aeroporto di Trapani con le rotte del Nord a poche settimane dall’avvio della stagione turistica”, ha aggiunto il presidente.

Noi pretendiamo – ha detto ancòra – che il governo nazionale intervenga e non stia alla finestra. Le giustificazioni che si vogliono accampare per una condotta e una politica aziendale assolutamente irresponsabile sono patetiche”. 

Musumeci ha, poi, denunciato quali danni la politica di Alitalia rischia di arrecare al turismo e all’economia siciliani.

Nel ‘decreto rilancio’ ci sono due articoli che sembrano essere concepiti soltanto per difendere Alitalia e sono assolutamente incompatibili con le compagnie ‘low cost’che, invece, sono quelle che consentono e sostengono il traffico aereo in Sicilia.

Dio sa, in questo momento – ha proseguito – quanto la nostra economia in ginocchio, dopo la pandemia, abbia bisogno di collegamenti aerei. Davvero mi chiedo se la Sicilia possa ancora essere considerata da qualcuno terra da colonizzare”.  

La Regione e l’Anci considerano paradossale che il governo Conte – agli articoli 198 e 203 del Decreto Rilancio – intenda equiparare le compagnie low cost all’Alitalia rischiando di causare una evidente alterazione del mercato e la sospensione delle tratte con la Sicilia di quasi tutti i vettori aerei.

Musumeci e Orlando chiedono con forza che il governo nazionale adotti, con la massima urgenza “le misure necessarie perché sia ripristinato il collegamento aereo ordinario e che siano assicurate tariffe compatibili con l’attuale stato di depressione economica e disagio diffuso.

Nel contempo si chiede che sia affrontata e risolta in via definitiva l’annosa questione della continuità territoriale, anche nei confronti dell’Unione Europea”.

Leoluca Orlando

“Ringrazio il presidente della Regione – ha dichiarato Leoluca Orlando – per aver voluto esprimere, anche ‘visivamente’, riunendoci qui oggi la piena collaborazione tra il governo regionale e l’Anci Sicilia.

Collaborazione che, pur con le utili e necessarie differenze, serve a cercare e trovare soluzioni idonee per migliorare e rilanciare i nostri territori. Io qui oggi rappresento tutti i comuni della Sicilia e, insieme con l’ufficio di presidenza dell’associazione, sono interessato solo ed esclusivamente allo sviluppo complessivo della nostra Isola”.

La mobilità aerea – ha continuato – non solo è fondamentale per la ricchezza dei nostri territori e lo sviluppo del turismo ma ci consente anche di accogliere i turisti al meglio delle nostre possibilità mettendo a loro disposizione il nostro immenso patrimonio artistico e culturale”.

Per questi motivi – conclude Orlando – ritengo vergognoso il comportamento della ‘cosiddetta’ compagnia di bandiera che, pur ricevendo tre miliardi di euro dallo Stato e avendo generato uno stato di monopolio pubblico nel settore della mobilità internazionale, vuole far pagare ai siciliani gli sprechi del passato”.

Nel caso in cui non dovessero esserci novità, il governo regionale e l’Anci Sicilia avvieranno, presso tutte le sedi istituzionali e giudiziarie “le necessarie azioni per tutelare il diritto dei siciliani alla mobilità. In tale sciagurata ipotesi del protrarsi di inerzie e immobilismi che pregiudicano ogni ipotesi di uscita dalla profonda crisi produttiva e sociale in cui versa la Sicilia, sarà inoltre nostro dovere promuovere una vasta mobilitazione popolare per difendere gli interessi vitali della nostra comunità“.

 

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