I libri sono, adesso, strumenti “preferenziali” per l’accesso al sapere

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(Redazione) Con l’approvazione delle disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura da parte del Senato della Repubblica, i libri vengono riconosciuti strumenti preferenziali per l’accesso ai contenuti e per la loro diffusione, nonchè per il miglioramento degli “Indicatori del benessere equo e sostenibile (Bes)“, che l‘ordinamento italiano utilizza come strumento di programmazione economica al fine di valutare il progresso non solo dal punto di vista economico, ma, anche, sociale e ambientale. 

Un Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, rinnovato  ogni tre anni, prevede uno stanziamento di 3 milioni e mezzo di euro annui: lo scopo è diffondere l’abitudine alla lettura e favorire l’aumento del numero di lettori, valorizzando l’immagine sociale del libro, anche attraverso attività programmate di lettura comune e pratiche fondate sulla condivisione di testi e la partecipazione attiva dei lettori, la promozione, la frequentazione di biblioteche e librerie, la conoscenza della produzione libraria italiana.

Viene incentivata la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, la valorizzazione e il sostegno della lingua italiana,  la conoscenza delle opere degli autori italiani e la loro diffusione all’estero. Biblioteche ma non solo. La lettura va diffusa nei teatri, nelle strutture di assistenza per anziani, negli ospedali, negli istituti penitenziari, promossa nella prima infanzia e nelle persone con disabilità. 

A livello locale si dispone che le regioni e gli altri enti territoriali diano attuazione al Piano d’Azione Nazionale, attraverso la stipula di patti locali per la lettura ai quali partecipano anche altri soggetti pubblici, in particolare biblioteche e scuole, e privati operanti sul territorio.

I patti prevedono interventi finalizzati ad aumentare il numero dei lettori abituali. A tale scopo sono previsti specifici finanziamenti nell’ambito dei bilanci degli enti territoriali e degli altri soggetti coinvolti. A decorrere dal 2020, il Consiglio dei ministri assegna, annualmente, a una città, il titolo di Capitale Italiana del libro, sulla base dei progetti presentati.

Questi, presentati dalla città assegnataria del titolo, sono finanziati nel limite di 500mila euro annui. Tra le scuole di ogni ordine e grado ne verrà scelta una quale Polo responsabile del servizio bibliotecario scolastico. Ciascun polo promuove la lettura tra i giovani: i relativi progetti, che afferiscono a una identità comune denominata Ad alta voce, possono utilizzare materiali delle teche Rai e le opportunità offerte dai Patti locali per la lettura. 

È stata istituita una Carta della cultura: si tratta di una card elettronica destinata all’acquisto di libri e di prodotti e servizi culturali, teatri, cinema, spettacoli dal vivo, musica registrata, accesso a musei, mostre ed eventi, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi, corsi di musica, di teatro o di lingue, da parte di cittadini appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati.  

Prevista l’istituzione del fondo Carta della cultura al quale afferiscono donazioni, lasciti, disposizioni testamentarie di soggetti privati. Al fondo può essere conferito parte del volume di affari delle imprese “senza effetti ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive”.

 

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