I giocatori scendono in campo contro la retrocessione

lo stadio Renzo Barbera

(Sergio Scialabba)  Sono giorni delicati per il futuro della squadra di calcio cittadina. Adesso scendono in un campo diverso dal solito anche i giocatori guidati dal capitano del Palermo Ilija Nestorovski.  Tutti schierati compatti contro la decisione di mandare la squadra in serie C senza consentire che se la giochino sul campo. In effetti, le regole della giustizia sportiva sono, da tempo, sotto accusa anche in ambienti accademici e professionali.

Come protagonisti principali quali siamo – recita il comunicato dei calciatori del Palermo Calcio –  non riusciamo a trovare alcuna giustificazione per il comportamento del Consiglio Direttivo della Lega B che, alla presenza di componenti in potenziale conflitto di interessi e senza un criterio oggettivo o una potestà normativa, decide di prendere una decisione che stravolge le regole a campionato ormai concluso.

Ci chiediamo: su quali basi si è deciso di far disputare i play off, quando è stato emesso solo un primo grado di giudizio Con che criterio i nostri colleghi del Foggia Calcio hanno perso il diritto a disputare i play out? Rivendichiamo come calciatori del Palermo Calcio il diritto di poterci guadagnare sul campo la vittoria attendendo, quantomeno, la pronuncia della Corte d’Appello Federale. A quel punto accetteremo il verdetto qualunque esso sia. Ma, fino ad allora, faremo sentire in ogni sede opportuna e possibile la nostra voce perché siamo stati depredati della nostra dignità. Ci hanno tolto il diritto di sudare per un traguardo. Ci facciamo rappresentanti di una città ferita, di persone che hanno voglia di urlare che, in uno Stato di diritto, così non funziona, che non si possono calpestare i diritti con un colpo di penna deciso in potenziale conflitto di interessi. Continueremo la nostra lotta fino a quando ci sarà possibile accompagnati dall’AIC, con l’intenzione di far valere e tutelare i nostri diritti“.

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