I barbari sono tra noi

Rifiuti all’interno dell’Oratorio di Santa Cita

(Sergio Scialabba) Ci sono situazioni, vicende, eventi o immagini che non richiedono grandi sforzi interpretativi, e nemmeno lunghe o complicate discussioni. Turisti di Mezzagosto, in una antica e nobile città del Mediterraneo dove vestigia del passato convivono con una concentrazione di chiese e palazzi d’epoca come in pochi altri posti del mondo, se ne fregano di qualsivoglia regola. Vanno in giro seminudi e lasciano i segni del loro passaggio in ogni dove. Sono stati barbari e tali sono rimasti, nella città fondata da chi inventò l’alfabeto che utilizzano anche loro per comunicare.  E, quindi, anche ingrati.

L’oratorio è in via Valverde, adiacente alla chiesa di Santa Cita

Senza alcuna riconoscenza per il tollerante e accogliente palermitano, per l’albergatore che li ospita a prezzi stracciati  (in qualunque altra località li avrebbero spennati),  o per il ristoratore o il venditore di street food che li nutre per pochi euro in un modo che dalle loro parti manco se lo sarebbero sognato.

Ha fatto notare via social questo malcostume Salvatore Nigrelli, un professionista che vive sul Cassaro, riportando quanto accaduto nell’atrio di una residenza storica di Via Vittorio Emanuele. È assolutamente vero che i servizi pubblici nella capitale della Sicilia avrebbero bisogno di un robusto giro di vite ed è sicuro che i cittadini siano difficili da addomesticare, anche se, lentamente, tanti passi avanti si sono fatti. 

I turisti a Palermo sono, spesso, indisciplinati

È, però, probabile che chi è passato dall’Oratorio di Santa Cita provenisse da uno dei paesi europei che vengono indicati come modelli di senso civico e di rispetto del prossimo o dall’operosa e ordinata Italia del Nord.  Ma non meriterebbe l’aggiunta di qualche zero al conto dell’albergo o del ristorante o una contravvenzione recapitata “posto casa”? 

Potrebbe essere, però, che qualcuno di qua non sia andato al mare il 15 agosto ma abbia, improvvisamente, scoperto un amore travolgente per l’arte e la cultura locale. Allora, in questo caso, preghiamolo di comportarsi come quando si trova fuori dalla Sicilia o all’estero, dove sa bene che se lo beccano gliela fanno pagare cara. E, soprattutto, rincarano la dose quando scoprono che si tratta di un meridionale incivile. Brutto, sporco e cattivo.

 

 

 

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