Gli Stati Uniti in guerra col coronavirus (e non solo)

ph Nik Shuliahin on Unsplash

(Sergio Scialabba) Gli Stati Uniti d’America sono nel pieno dell’emergenza coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono morte 2333 persone: più del doppio rispetto a quelle decedute il 5 maggio. È quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University. Il totale dei morti è 71.031 mentre i casi totali sono oltre 1 milione 200mila. Lo riferisce l’agenzia Ansa.

Gli Usa sono però impegnati in una guerra che non è solo sanitaria ma strategica, un duro confronto con la Cina che, al momento, riguarda l’origine della pandemia.

Dopo le accuse di Mike Pompeo, segretario di Stato americano, la replica non si è fatta attendere: “Ha parlato molto negli ultimi tempi. Dice di avere enormi prove? Ce le mostri“. Così la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, in conferenza stampa, sulle “enormi prove” segnalate da Pompeo in un’intervista di domenica alla Abc, sull’origine del coronavirus che sarebbe “sfuggito” da un laboratorio di Wuhan.

Pompeo non può presentare evidenze, perché non ne ha. L’origine del covid-19 è una questione per scienziati ed esperti“, ha aggiunto Hua.

In realtà l’accusa di Pompeo riguarda, soprattutto, le reticenze e gli occultamenti nella fase iniziale della pandemia da parte di Pechino che avrebbero avuto conseguenze economiche gravi sugli alleati di Washington. Un largo fronte di paesi – Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda (ma anche l’Europa) – segue compattamente l’America su questa linea.

 

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