Gli spazi della cultura riaprono il 18 maggio

l’atrio del museo A.Salinas

Il 18 maggio riapriranno i musei. Lo prevede il decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri del 26 aprile che aggiorna le disposizioni sul covid-19. Ritornano fruibili anche archivi, complessi monumentali, biblioteche, aree archeologiche. Quello di Palermo è un patrimonio enorme e quello del territorio della provincia lo è ancora di più, in molti casi del tutto sconosciuto o non collegato  alla capitale. Occorrerà, ovviamente, rispettare le misure imposte dall’emergenza epidemiologica: distanza di sicurezza, contingentamento, ingressi scaglionati, uso di dispositivi di protezione e gel igienizzante.

un’immagine dell’archivio storico di via Maqueda

È noto che la tecnologia è uno straordinario strumento per migliorare la fruizione di questi luoghi pubblici. Palermo risulta assolutamente carente rispetto a una parte del problema che è diventata centrale. Ne avevamo parlato indicando Il grande gap.

Trasferire online le prenotazioni genera innumerevoli benefici. Ma, soprattutto al tempo del coronavirus, garantisce sicurezza. Per esempio scadenzando gli ingressi ed evitando gli assembramenti che sono la causa principale del contagio e della diffusione della pandemia.

I luoghi della cultura, nella capitale della Sicilia, sono luoghi della memoria, ma possono diventare mezzi per rafforzare identità locale ed economia locale. Si tratta di cogliere l’opportunità per ripensare sia i circuiti museali sia i nuovi modi di fruizione.

Al servizio di forme di turismo forse mai sperimentate. Gli studenti che non hanno completato l’anno scolastico nel modo canonico potrebbero cogliere l’opportunità per un cambio di prospettiva. Funzionale a un rapporto nuovo con il posto dove si vive tutti i giorni. E dopo aver messo in rete gli spazi culturali della città, estendere la rete al territorio della provincia. (Sergio Scialabba)

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento