Giro di vite sulla sicurezza

Francesco Lo Voi

Stato di allerta per il rischio di attentati terroristici con la gravissima crisi nel Vicino Oriente. Si può considerare un nuovo capitolo della storia iniziata con i Vespri Siciliani, operazione avviata con le stragi degli anni 90 del secolo scorso e, successivamente, Strade Sicure di cui si fece – nel gennaio del 2018 – il punto della situazione nel Palazzo Sclafani di Palermo.

A suo tempo, nel tentativo di tracciare una possibile evoluzione della questione sicurezza, iniziata quando mafia e terrorismo divennero la stessa cosa, erano presenti, tra gli altri, il sindaco Leoluca Orlando e l’attuale Procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi.

Più correttamente lo stato di allerta attuale va interpretato come la prosecuzione di una attività avviata dopo la guerra in Ucraina. Protocolli più restrittivi e fari puntati soprattutto su Roma, dove è altissima la concentrazione di istituzioni diplomatiche, culturali, siti sensibili.

A Palermo nel 2018 si fece il punto della situazione sulla sicurezza dopo Vespri Siciliani e Strade Sicure ma a Napoli nel 2021 il prefetto, durante la pandemia, scelse di recarsi in Sinagoga

In realtà c’è già chi aveva interpretato in modo più puntuale l’inquietudine che attraversiamo. Nel 2021, durante la pandemia, il prefetto di Napoli, Marco Valentini andò a Palazzo Sessa nella Sinagoga, per incontrare il Rabbino della Comunità ebraica di Napoli, Maskil Ariel Finzi e il Presidente della Comunità Ebraica di Napoli, Lydia Schapirer.

Il Prefetto – riferì una nota ufficiale – nel corso dell’incontro rimarcò i principi sul pluralismo religioso e sulla libertà di confessione come diritto inviolabile del cittadino e, sulla scorta di esperienze maturate presso altre realtà italiane, sono state concordate iniziative di formazione del personale delle Forze dell’ordine sulle peculiarietà dell’ebraismo. Nel frattempo a Catania è stata di recente aperta una sede della comunità ebraica. Anche quella in allerta.

(Redazione)

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