Francia: + start up depositano Pi

ph Leo on Unsplash

Esiste una variazione significativa nell’uso dei diritti di Pi tra i paesi europei. La Finlandia e la Francia vantano la percentuale più elevata di start-up, con un deposito di Pi pari al 42 per cento. A dirlo è l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo).

Le start up stabilite in Germania (40 per cento), Austria (40 per cento), Italia (39 per cento), Norvegia (37 per cento), Svezia (34 per cento), Danimarca (34 per cento), Svizzera (32 per cento) e Repubblica ceca (31 per cento) presentano in media un numero maggiore di domande di diritti di PI.

Le imprese di tali paesi sono anche quelle più propense a depositare domande di marchi e brevetti e a raggruppare i due diritti di PI. Ciò vale in particolare per le start-up stabilite in Austria, Svizzera, Francia e nei paesi nordici.

In termini di settori, quello della biotecnologia registra l’uso più intensivo sia per i brevetti che per i marchi: quasi la metà delle start-up europee nel settore delle biotecnologie presenta domande per uno o entrambi i diritti di Pi. Il 48 per cento delle start-up biotecnologiche ha depositato una domanda di brevetto e il 47 per cento ha presentato una domanda di marchio.

Si tratta del settore con la più alta percentuale di start-up titolari sia di un brevetto sia di un marchio (31 per cento). Il settore con la seconda percentuale più elevata di start-up titolari di diritti di Pi è quello della scienza e dell’ingegneria (47 per cento), con il 38 per cento delle imprese che ha presentato una domanda di marchio e il 25 per cento che ha depositato un brevetto. I risultati sono simili nell’assistenza sanitaria e nel settore manifatturiero, con il 40 per cento delle imprese di ciascun settore che ha registrato un brevetto o un marchio.

Mentre tutti i prodotti e servizi possono essere oggetto di marchio e tali marchi possono essere protetti mediante registrazione, esistono molti settori, in particolare nei servizi, le cui innovazioni non sono brevettabili.

Tra gli altri settori con un uso intensivo di brevetti, dopo quelli sopra menzionati, figurano media e intrattenimento (21 per cento), tecnologie dell’informazione (20 per cento), energia (19 per cento), risorse naturali (18 per cento) e sostenibilità (17 per cento). Per quanto riguarda i marchi, altri settori ad alta intensità di utilizzo sono sostenibilità (37 per cento), energia (36 per cento), intelligenza artificiale (36 per cento), agricoltura e allevamento (36 per cento) e risorse naturali (35 per cento).

Negli ultimi anni l’ecosistema delle start-up ha registrato una crescita esponenziale in Europa. Secondo il quadro di indicatori 2023 dell’Ocse sul finanziamento delle Pmi e degli imprenditori, tutte le economie hanno registrato un aumento significativo dell’attività di capitale di rischio a seguito della crisi covid-19, con un aumento della mediana del 58,6 per cento nel 2021 (rispetto a una crescita del 4,18 per cento registrata nel 2020).

Tuttavia, le associazioni nazionali di capitale di rischio hanno riferito nella stessa relazione che l’aumento dell’importo degli investimenti in capitale di rischio è stato particolarmente significativo nelle fasi più avanzate e nelle imprese consolidate, ma meno marcato nelle fasi di avviamento e iniziali.

In effetti, un progetto di relazione della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo, pubblicato nel settembre 2023, ha evidenziato che l’accesso al capitale rimane un ostacolo significativo per le start-up e le scale-up.

Molte faticano a reperire investimenti nelle fasi iniziali, in particolare capitali di rischio, che sono fondamentali per la crescita delle loro operazioni, lo sviluppo dei prodotti e l’ingresso in nuovi mercati.

Sono già state avviate varie iniziative dell’Ue per affrontare queste sfide, tra cui la creazione del Consiglio europeo per l’innovazione (Cei) quale sportello unico per individuare, sviluppare e ampliare le tecnologie deep tech emergenti e le innovazioni pionieristiche.

Nel complesso panorama delle imprese start-up, i brevetti e i marchi emergono come strumenti essenziali per la competitività. I brevetti conferiscono a queste imprese emergenti un diritto fondamentale: il potere di impedire ad altri di appropriarsi delle loro tecnologie pionieristiche.

Ciò non solo salvaguarda il loro vantaggio in termini di innovazione, ma le spinge anche in una posizione strategica all’interno del mercato. I marchi fungono da baluardo giuridico, rafforzando gli investimenti in risorse immateriali. Tali simboli o nomi distintivi, se giuridicamente protetti, diventano uno scudo efficace che protegge l’identità del marchio di una start-up da eventuali violazioni. (Redazione)

vedi

Brevetti rafforzano le start-up