Francia frena con legge l’ultra-fast fashion e incentiva le riparazioni

Immagine di Davide Aracri per Unsplash

Il primo giorno del mese di settembre 2026 è entrata in vigore in Francia la tassa sull’ultra-fast fashion.

L’Esagono diventa, pertanto, il primo paese a colpire con legge la sovrapproduzione di abbigliamento a bassissimo costo.

E’ previsto un sistema di penalità ecologiche (noto come malus) volto a contrastare l’impatto ambientale della moda usa e getta e promuovere una industria tessile più sostenibile.

Per il 2026 le sanzioni variano a seconda della tipologia di capo d’abbigliamento.

Intimo e calze: da 0,25 a 0,50 euro in più a pezzo; t-shirt e polo: 2 euro di sovraccarico; jeans e pantaloni: 9 euro per ogni capo; giacche e cappotti: 12 euro (la tariffa massima attuale).

L’obiettivo è frenare l’ascesa dei colossi come Schein, Temu e AliExpress che operano in modo esclusivo nell’e-commerce, escludendo quelli tradizionali fisici+online come Zara o H&M che non raggiungono le soglie di volumi quotidiani di nuovi articoli immessi online previste dalla legge.

L’imposta non può superare il 50 per cento del prezzo di vendita dell’articolo al netto delle tasse e aumenterà progressivamente nei prossimi anni, con l’obiettivo di raggiungere una penalità fino a 20 euro per capo entro il 2030.

Vietata la promozione dei capi tramite i contenuti degli influencer sui social media e li equipara alle aziende di sigarette e di alcolici.

Previsto anche un progressivo divieto di pubblicità. Sui loro siti dovranno comparire messaggi per promuovere un consumo moderato oltre ai consigli per riparare e riutilizzare i vestiti.

Il punteggio ecologico alla base della tassa si lega, infatti, a 2 fattori chiave: l’ampiezza di prodotti offerti e il rapporto tra il costo del capo e il costo della sua riparazione.

Le penalità scattano proprio perché i prezzi stracciati dell’ultra-fast fashion non incentivano in alcun modo la riparazione:

dal punto di vista economico per il consumatore è più conveniente gettare il capo fallato acquistarne uno nuovo piuttosto che portarlo dal sarto.

Per contrastare questa dinamica, la Francia ha introdotto un bonus riparazione per i cittadini, ovvero un incentivo economico che permette di ricevere uno sconto (tra i 6 e i 25 euro) quando si riparano vestiti o scarpe presso sarti e calzolai certificati.

I proventi accumulati tramite il prelievo ambientale verranno riutilizzati dallo Stato francese per finanziare la gestione dei rifiuti tessili, incentivare il riuso (dove altre realtà sono già attive) e supportare chi sceglie di produrre abbigliamento sostenibile. (Sergio Scialabba)

vedi

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