Folle incontro al Teatro di Verdura (di Carmela Corso)

Carl Orff

(Carmela Corso) Che succede quando i Pink Floyd incontrano Carl Orff? Un dialogo a più voci in cui orchestra, coro, voci bianche e corpo di ballo si scoprono rock dando vita ad un doppio spettacolo dai ritmi decisi, volutamente fuori dagli schemi.  È questa la chiave di lettura di Pink Floyd/Carmina Burana, una produzione del Teatro Massimo di Palermo, inserito nel cartellone della stagione estiva domenica 22 luglio ore 21,15. Due spettacoli in uno, accomunati dalla costante ricerca di una leggerezza in grado di elevare spirito.

Nella folle visione del coreografo e regista belga Micha van Hoecke – già curatore del Corpo di Ballo del teatro di piazza Verdi dal 1997 al 2002 – la musica dei Pink Floyd è la migliore rappresentazione dei movimenti che caratterizzano il ’68 e gli anni successivi dall’Inghilterra agli Stati Uniti. Atom Heart Mother diventa, così, un vero e proprio manifesto generazionale, capace di parlare direttamente alle anime dei tantissimi giovani che attraverso quelle note, quei testi, cercano di trovare il proprio posto nel mondo. Unica opera del gruppo inglese pensata pensata per un organico esteso a orchestra sinfonica e coro, nella visione di van Hoecke, espressa in una coreografia una da lui creata appositamente per il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diventa la base per una vicenda in parte autobiografica, dove le due figure della Madre (la cantante Roberta Sasso) e del Padre (Denis Ganio, étoile ospite) sono ispirate ai genitori del coreografo, mentre nel Figlio (Michele Morelli) e nella Figlia (Yuriko Nishihara) ha in parte rappresentato se stesso e la sorella gemella Marina, morta recentemente e alla quale è dedicato lo spettacolo. Accanto a loro le figure del Clown (Giuseppe Bonanno) e dell’Ombra (Andrea Mocciardini), a simboleggiare il primo la fantasia, fondamentale per un coreografo-poeta qual è Micha van Hoecke, il secondo quella componente oscura e insondabile che attraversa le vite umane. Violoncello solista sarà Kristi Curb, primo violoncello del Teatro Massimo. Accanto alla rock band Inside Out, specializzata nel repertorio dei Pink Floyd, l’Orchestra e il Coro del  Massimo. «La musica dei Pink Floyd è bellissima – dice il coreografo – perché c’è un’anima che respira, che ti coinvolge. E ormai è diventata un’opera classica». Nella seconda parte dello spettacolo una coreografia ormai classica di Micha van Hoecke, che vede in scena i personaggi mitologici citati nel testo medievale dei Carmina Burana: Fortuna (incarnata dalla coppia Francesca Riccardi e Vincenzo Carpino), Flora (Francesca Davoli), Zephyrus (Michele Morelli), Philomela (Romina Leone), Venus (Carmen Marcuccio) e Cupidon (Emilio Barone) e il Corpo di ballo del Teatro. Interpreti vocali,  anche loro coinvolti in scena, il soprano Hasmik Torosyan, il controtenore Yaniv D’Or e il baritono Bogdan Baciu. Guest star l’étoile Denis Ganio. I costumi sono firmati da Emanuel Ungaro per il Teatro dell’Opera di Roma, le scene da Renzo Milan, assistente alla regia e alla coreografia Miki Matsuse, le luci da Bruno Ciulli.

Alla bacchetta, il giovane direttore uzbeko Aziz Shokhakimov – vincitore nel 2016 del Nestlé and Salzburg Festival Young Conductors Award, nuovo Kapellmeister della Deutsche Oper am Rhein e direttore principale ospite dell’Orchestra La Verdi di Milano – a dirigere Orchestra, Coro e del Coro di voci bianche.

Biglietti in vendita da €30 a €12. Riduzioni per gli abbonati della stagione Opere e balletti 2018, ridotto speciale a 15 euro per gli abbonati del Turno Danza e per i possessori di Card Under35. La biglietteria del Teatro Massimo è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.00. La biglietteria presso il Teatro di Verdura è aperta nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio.

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