Europa unita dai rischi al volante

ph Mike Boening on Unsplash

Alla vigilia della stagione estiva, durante la quale molti italiani ed europei saranno sulle strade, la Fondazione Vinci Autoroutes pubblica i risultati del suo 12esimo Barometro della guida responsabile.

Realizzata da Ipsos su 12.400 persone in 11 paesi europei, questa vasta indagine annuale presenta una panoramica dei comportamenti e rappresentazioni degli europei al volante. Permette di seguire l’evoluzione dei comportamenti a rischio e delle buone pratiche per contribuire a orientare meglio i messaggi di prevenzione in Italia e negli altri paesi europei.

La disattenzione: conversazioni telefoniche, vagabondaggio della mente che si manifesta come mind-wandering, ovvero tendenza a pensare a cose che non hanno nulla a che fare con il compito da svolgere, a staccarsi dall’ambiente che ci circonda, a distogliere lo sguardo dalla strada. Le occasioni di perdere il controllo della guida si moltiplicano.

L’82 per cento dei conducenti europei ammette di distogliere lo sguardo dalla strada per più di 2 secondi (+ 6 punti; l’82 per cento degli italiani), cioè l’equivalente, a 130 km/h, di almeno 72 metri percorsi “alla cieca”. Il 53 per cento riconosce che gli capita di prestare meno attenzione alla guida e di vagare con la mente (50 per cento gli italiani).

Il 75 per cento degli europei usa lo smartphone al volante, per tutti i vari usi possibili, compreso il Gps (77 per cento sono gli italiani). Il 66 per cento per telefonare, di cui il 42 per cento regolarmente, ovvero +5 vs 2018 (gli italiani il 70 per cento di cui il 50 per cento regolarmente) con un sistema Bluetooth (55 per cento; 56 per cento gli italiani), cuffie o auricolari (italiani 32 per cento; 44 per cento) o tenuto in mano (25 per cento; 26 per cento).

Il 25 per cento per leggere o inviare sms (italiani +3; 28 per cento) di cui il 44 per cento degli under 35 (italiani 46 per cento); il 15 per cento per partecipare a riunioni di lavoro a distanza (italiani 15 per cento), di cui il 21 per cento degli occupati (italiani 24 per cento) e il 29 per cento degli appartenenti a categorie socio-professionali elevate (italiani 32 per cento).

Il 9 per cento per guardare un film o un video (+2; 12 per cento) di cui il 20 per cento degli under 35 (25 per cento italiani); il 12 per cento ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente a causa dell’uso del cellulare (+ 5 vs 2018 ; 16 per cento italiani).

La sonnolenza è un rischio sottovalutato e buone pratiche insufficientemente adottate. Il 42 per cento dei conducenti europei continua a guidare anche se si sente molto stanco, perché è obbligato a farlo (+7; 37 per cento degli italiani); il 39 per cento ritiene di guidare altrettanto bene, o addirittura meglio, quando è stanco (45 per cento gli italiani); il 42 per cento non si ferma mai per fare un sonnellino durante un lungo viaggio (italiani 6; 30 per cento); il 14 per cento ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente dovuto alla sonnolenza (+ 5 vs 2018; italiani 15 per cento).

Inciviltà: tutti pensano di essere conducenti responsabili, ma l’aggressività rimane onnipresente sulla strada. Il 97 per cento dei conducenti europei valuta positivamente la propria guida (95 per cento degli italiani); il 52 per cento riconosce che gli capita di insultare gli altri conducenti (58 per cento gli italiani); il 22 per cento ammette di scendere dal proprio veicolo per discutere con un conducente, una cifra in costante aumento (+7 dal 2015; italiani 31 per cento);  l’84 per cento dei conducenti europei ha già avuto paura del comportamento aggressivo degli altri conducenti (86 per cento).

Sicurezza degli operatori autostradali: violazioni delle regole che possono essere fatali. Il 54 per cento dei conducenti europei dimentica di rallentare nelle vicinanze di una zona di lavori (+3; il 50 per cento degli italiani); il 19 per cento ha già sconfinato sulla corsia di emergenza o sulla banchina della strada a causa di un momento di disattenzione o di assopimento (+ 4; 21 per cento gli italiani).

Dal primo gennaio 2022, 4 ausiliari della viabilità francesi hanno perso la vita sulle autostrade francesi nell’esercizio delle loro funzioni. In media, ogni settimana sulla rete autostradale francese in concessione sono urtati più di due veicoli di intervento (dati Bilancio sicurezza del personale di intervento 2020 – Asfa).

Veicolo elettrico: comportamenti più responsabili? Il 51 per cento dei proprietari europei di veicoli elettrici utilizza maggiormente il freno motore e frena gradualmente per ricaricare la batteria; il 47 per cento è più attento agli altri utenti della strada, in particolare pedoni e ciclisti; il 35 per cento fa più pause – il tempo di ricaricare l’auto; il 48 per cento adotta una guida più efficiente nei consumi e più fluida.

Bernadette Moreau, delegata generale della Fondazione Vinci Autoroutes per una guida responsabile commenta: “Sempre più attratti dalle sollecitazioni esterne e falsamente rassicurati dalle apparecchiature connesse, i conducenti dimenticano una regola fondamentale: durante la guida bisogna guardare la strada ed essere pienamente attenti all’ambiente stradale per poter reagire in qualsiasi momento di fronte a un evento imprevedibile”.

Questa esigenza è assolutamente incompatibile con una perdita di attenzione con le conversazioni telefoniche, gli stati di affaticamento e tutte le distrazioni che distolgono lo sguardo dalla strada e provocano una perdita di attenzione.

I drammatici incidenti di cui sono stati vittime quattro ausiliari autostradali nelle ultime settimane sono l’implacabile e la terribile dimostrazione” sono le conclusioni. (Redazione)

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