Economia: il coronavirus riporta il mondo al 2008

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(Sergio Scialabba) La crisi di sicurezza, produzione, trasporti e, soprattutto, fiducia causata dal coronavirus (nata, non dimentichiamolo, in Cina) ha provocato un crollo dei mercati finanziari quantificato in 6mila miliardi di dollari (5mila nell’ultima settimana), dei quali 3mila a Wall Street, dove il 95 per cento dei titoli nello Stardard & Poors 500 è in correzione, come riportava il più importante quotidiano economico italiano.

Per fare qualche significativo esempio, gli Stati Uniti d’America – nel 2020 – rischiano di perdere 5,8 miliardi di dollari nel solo comparto turistico; nel mondo le prenotazioni aeree sono scese del 15 per cento (l’Italia risulta particolarmente colpita da questo crollo), in 16 giorni la vendita di auto, un mercato fondamentale, in Cina è calata del 92 per cento. Un’agenzia specializzata in report afferente al gruppo Moody’s ipotizza un rischio di recessione globale del 40 per cento.

E in Europa? Mercoledi 4 marzo i ministri delle Finanze si riuniscono  in teleconferenza per decidere il da-farsi  alla luce della diffusione del Covid-19: lo ha reso noto il presidente dell’eurogruppo Mario Centeno, il quale ha deciso di invitare alla riunione anche i colleghi dei Paesi che ancora non fanno parte dell‘eurozona: l’emergenza unisce e non divide, perchè, purtroppo, non riconosce i confini della politica e della burocrazia.

 

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