Eccellenza addio

il Castello Utveggio

Si vede da ogni angolo della città e, se avesse memoria di tutto quello che ha visto dalla sua posizione privilegiata, certo ne avrebbe di cose da raccontare della capitale della Sicilia. Purtroppo è, ormai, diventato una scatola vuota. Perchè, nella capitale della Sicilia, di eccellenze non ce ne sono più. Il Castello Utveggio è finito nell’ oblio insieme con il Cerisdi, la scuola di management voluta, nei controversi anni Ottanta, dal brillante e discusso (chi non lo è stato?) presidente della Regione Rino Nicolosi. Di fatto il castello è in stato di abbandono perchè tra i tanti obiettivi della scuola di formazione c’era pure di obbligare a mantenere la struttura nello stato che meriterebbe. Una cosa inaccettabile, da chiamare a raccolta l’ élite locale (o quello che resta). Tra le ipotesi di ricostruzione di una identità e di un futuro quella legata al turismo sperimentando dei tour ad hoc. Ricorrente e legata alla particolarità della posizione, quella del Casino (come se casini non ce ne fossero già abbastanza). Per poi tornare alle origini: quelle legate alla scienza e alla cultura che, però, sono legate a filo doppio con la politica che deve decidere e, spesso, non lo fa. Il Cerisdi obbligava alla manutenzione del pregevole palazzo, perchè di palazzo – nell’ elegante stile liberty che caratterizza le cose più belle costruite a Palermo – si tratta. Oggi le strade che si cerca di percorrere sono ben più tortuose di quelle che portano fino al Castello, sul quale aleggiano storie di fantasmi o i fantasmi del passato recente, quando si parlò, persino, di un distaccamento dei servizi segreti, all’ indomani delle stragi del ’92. Il Castello Utveggio. Dove riposò Giovanni Paolo II Papa durante la sua visita in città. Lo stesso che sarebbe tornato in Sicilia, anni dopo, per tuonare contro la mafia. (Sergio Scialabba)

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