E’ nei dati la chiave di tutto

Una nuova città nascerà dal Piano Regolatore Generale Palermo 2025 dal quale, si spera, apparirà chiara la virata verso lo sviluppo, che sembra essere la più sensata.

la linea tramviaria per Borgo Nuovo

Perchè la capitale della Sicilia rischia, ormai, di perdere molti dei suoi primati compreso quello culturale. Perchè, se anche la nuova classe dirigente dovesse continuare a credere che sono nella cultura i motivi della crescita della città, senza servizi qualificati quella crescita che finora non c’è stata giammai potrebbe essere ottenuta. E, se pure la città dovesse nuovamente guardare verso il mare,  facendo convergere i suoi sforzi in direzione della parte costiera della metropoli, senza infrastrutture non potrà farlo. Oppure, se dovesse pensare al sociale come ad un dovere etico e come ad una risorsa, dovrà, certamente, risolvere l’ emergenza abitativa e, quindi, permettere alle imprese di aprire cantieri.

il polo tecnico di via Ausonia

Ma c’è un punto che, forse, coglie meglio di ogni altro la portata della questione in gioco. Ed è quello della informazione. La normativa sulla trasparenza e lo sviluppo tecnologico ad essa applicato impongono che un ente pubblico faccia cose come dematerializzazione e immissione in rete di dati legati a proprietà immobiliare, tributi o anagrafe. Aprendo questioni nuove e cruciali tanto per l’ amministrazione pubblica quanto per i cittadini. Proviamo a pensare a una pratica edilizia, una concessione o una autorizzazione, che viaggia telematicamente senza possibilità di errore e imputando a ciascun responsabile ogni decisione e ogni passaggio. Metterebbe sia il cittadino che l’ amministrazione implacabilmente di fronte alle proprie responsabilità. Cosa che avverrebbe pure attraverso una ricognizione efficace dello sterminato patrimonio del Comune di Palermo, o con una seria lotta all’ evasione e all’ elusione fiscale. Sicuramente, una mappatura chiara e coerente della realtà comunale consentirebbe, per esempio, di mappare i mercati rionali e metterli in sicurezza. Oppure di individuare gli edifici inagibili e realizzare un piano credibile che ponga fine ai crolli o ai rischi di crollo.  Oggi gli strumenti certamente ci sono, il punto è se si vogliono utilizzare.

fondo Patti

A questa domanda, però, non può rispondere la burocrazia, la quale ha il solo potere di formulare proposte. Deve, invece, delle risposte il personale politico. Il quale prima viene selezionato dai cittadini e poi ad essi risponde delle decisione che prende. Venendo, infine, premiato o sanzionato a seconda dei risultati che ottiene. (Sergio Scialabba)

Lascia un commento