E’ l’ ora di Manifesta 12

Apre i battenti Manifesta 12

Una giustapposizione di tradizione, storia, creatività, innovazione e interscambio. Si alza ufficialmente il sipario sulla terza edizione di Manifesta, la biennale internazionale di arte contemporanea che, fin dalle prime battute, promette di porsi come fucina infaticabile per un futuro di crescita artistica e coesione sociale per la città tutta. Nella preziosa e suggestiva cornice della Chiesa di Santa Caterina, la fondatrice e presidente di Manifesta Foundation Hedwig Fijen, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano e il Creative mediator team della biennale, composto da Ippolito Pestellini Laparelli, Andrés Jaque,Mirjam Varadinis e Bregtje van der Haak hanno presentato Manifesta 12 Palermo che animerà il capoluogo siciliano dal 16 giugno, giorno di apertura al pubblico, al 4 novembre.

Tantissimi gli eventi in programma che si unisce ad un altro già ricco cartellone di eventi collaterali “no border” che non cadono nel gioco di definizioni o formule. Manifesta vuole, infatti, andare oltre i classici  concetti dell’ospitare e dell’essere ospitati, puntando sul principio cardine del cambiamento. Un principio che, negli ultimi vent’anni, ha segnato Palermo più di ogni altra realtà in Europa e di cui farà tesoro anche dopo la fine di Manifesta. «Manifesta è una straordinaria occasione per Palermo – ha affermato il sindaco Leoluca Orlando –Un’occasione per riflettere su sé stessa e trovare nuovi spunti. Siamo orgogliosi di accoglierla. Non sarà solo una parentesi felice, ma un percorso rivolto al futuro per investire ancora sulla cultura». «La biennale d’arte punta al tema del sincretismo culturale.    ha poi commentato l’assessore Cusumano – Palermo  è piena di storie che si incontrano e si scontrano, nel crocevia delle culture che è stato e deve continuare a essere il Mediterraneo. Quella che un tempo era  conosciuta come ‘la capitale della mafia’ è oggi Capitale Italiana della Cultura e di Manifesta». Un segnale forte a testimonianza di una voglia di voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo della storia della città.

Tema centrale di questa edizione, il Giardino Planetario, ripreso da Gilles Clément, metafora di una dimensione del vivere da curare e coltivare, in un’ottica di coesione, accoglienza e inclusione affinché possa crescere rigoglioso e tutti possano beneficiarne. In un progetto di spazio esteso e condiviso 50 tra artisti e collettivi “occuperanno” 20 spazi urbani, dal Teatro Garibaldi, divenuto vero e proprio quartier generale di Manifesta, all’Orto Botanico, passando per i palazzi Costantino, Ajutamicristo, Butera e Forcella De Seta e luoghi “inediti” come Pizzo Sella e lo ZEN 2, un dei quartieri più difficili di Palermo che ospita il progetto che meglio si sposa con il tema conduttore, un grande orto sociale progettato proprio da Gilles Clément e realizzato grazie alla compartecipazione degli abitanti del quartiere.

Pronti via con i fiori all’occhiello della manifestazione: Oratorio di San Lorenzo, Quattro Canti palazzo Mazzarino e palazzo Lucchesi ma anche incontri, conferenze, talk e tavoli di confronto perché Manifesta, come realtà borderless, va oltre la sola arte. Scopo della Biennale nomade, nata nei primi anni ’90 in risposta ai cambiamenti politici, economici e sociali post Guerra fredda, è quello di creare, senza vincoli o etichettature, delle reti in grado di fornire soluzioni pratiche ai problemi reali: dall’immigrazione, alle problematiche ambientali, all’accettazione delle diversità come risorsa e valore aggiunto.

Domani, in piazza Magione, a partire dalle 20, la cerimonia pubblica di apertura ufficiale della biennale i cui eventi sono consultabili sul sito della manifestazione, sulla pagina Facebook e i profili social e sulla app per iOS e Android. I biglietti d’ingresso vanno da €30 ad €10. (Carmela Corso)

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