E-commerce sfida per la città?

Leoluca Orlando

“Ordinando quindi un maglione a Palermo su Amazon il pacco partirà dal deposito di Passo Corese con un corriere che percorrerà su strada 939 chilometri fino al citofono” si legge nell’ inchiesta di un quotidiano nazionale sull’ e-commerce, il fenomeno che sta cambiando il volto commerciale delle città. Ed è destinato a cambiarlo ulteriormente, perchè, entro il 2050, è stimato un aumento del 40 per cento del traffico di veicoli commerciali. Di fronte a questa rivoluzione Palermo appare del tutto impreparata. A cominciare dal primo effetto dell’ incremento delle vendite online: la chiusura di molte attività commerciali, alcune delle quali con una storia lunghissima, che hanno alzato bandiera bianca e messo in mezzo alla strada tanti padri di famiglia. Al punto da costringere il sindaco Leoluca Orlando a prendersi carico della questione chiedendo la convocazione di vertici, forse intravedendo una nuova drammatica questione sociale. Una norma europea ha messo fine agli acquisti in base alla geolocalizzazione e, dunque, a prezzi e condizioni diversi da paese e paese dell’ Unione: la cessazione – tecnicamente – del reindirizzamento verso i siti nazionali (con esclusione dei prodotti soggetti a copyright come musica, film e libri). Insomma, comprare online è più facile, più conveniente, e mestieri fortemente condizionati dalla tecnologia ma, soprattutto, le grandi catene di distribuzione non reggono il confronto.

uno dei cantieri aperti dell’ anello ferroviario

I lavoratori restano senza ammortizzatori sociali: mentre il commercio galoppa le organizzazioni sindacali arrancano, lo Stato latita, la politica si volta, spesso, dall’ altra parte. Il commercio online non cambia solo la geografia urbana ma congestiona ulteriormente il traffico automobilistico perchè tutta la merce comprata via Internet viaggia su gomma, attraverso un complesso sistema di ottimizzazione dei costi e dei tempi.

Il punto è che a Palermo e dintorni il sistema di trasporti è pieno di carenze: i collegamenti con la città sono disastrosi, anello e passante ferroviario opere incompiute delle quali si vedono solo i cantieri aperti che tengono chiuse le strade. Ragionamento a parte meritano le merci aviotrasportate perchè l’ aereo è un mezzo di trasporto altamente inquinante. Il tema incrocia persino quello dei rifiuti, se è vero, come spiega l’ inchiesta giornalistica, che l’ e-commerce rappresentava due anni fa il 15 per cento del totale della plastica immessa al consumo (in dieci anni il volume è aumentato del 200 per cento). Aumento anche per il cartone che viene quasi tutto riciclato, ma servono altre cartiere.

cestino stracolmo

Una ragione di più perchè l’ amministrazione comunale e la Regione, per la parte di sua competenza, provvedano ad incrementare la raccolta differenziata. L’ inquinamento può, invece, essere combattuto attraverso l’ incentivo alle auto elettriche. Droni e armadietti dove recuperare la merce acquistata online da posizionare nelle aree di maggior transito completano il quadro. Forse meno avveneristico di quanto si pensi.   (Sergio Scialabba)

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